Foto del 25 agosto 2023
Prosegue il nostro pellegrinaggio tra le vette del nostro Appennino oltre i 2.000 metri.
Con questo meraviglioso scatto di Rosanna Bandieri vi portiamo sull'Alpe di Succiso a quota 2.017 metri sul livello del mare. Mare che in giornate di ottima visibilità è ben osservabile a sud. Dalla vetta, infatti, è possibile scorgere il golfo di La Spezia, le isole dell'arcipelago toscano fino alla lontana Corsica!
Anche l'Alpe di Succiso (come il Cusna), non è posta proprio sul Crinale a confine con la Toscana, ma più distaccato verso nord. Insieme alla sua anticima Casarola (1.979 metri sul livello del mare) va a formare una sorta di secondo "muro" (dopo quello del Gigante sdraiato), soprattutto se nel sistema vogliamo coinvolgere il monte Ventasso più a nord. In questo caso otteniamo una barriera in grado di bloccare le correnti d'aria e le perturbazioni in senso latitudinale.
Idealmente il sistema Succiso-Casarola-Ventasso unito a quello del Gigante forma una sorta di barriera a "L" che determina il bello e il cattivo tempo sulla nostra Provincia. E' proprio questo che rende il nostro territorio un'ottima "palestra della meteorologia", una peculiarità tutta reggiana che non rende mai noiose le nostre giornate.
Nell'immagine vediamo anche il passo di Pietra Tagliata (1.779 metri sul livello del mare), che separa l'Alpe da Monte Alto (1.904 metri sul livello del mare), che ci separa dalla toscana e sul quale passa il sentiero escursionistico 00.
Sul lato sinistro della fotografia abbiamo il catino di "Prataccio" dove nasce il fiume Secchia, mentre sul versante destro abbiamo i "Groppi di Camporeghena" dove nasce il torrente Liocca affluente di destra dell'Enza.
Siamo quindi sullo spartiacque che divide la valle del Secchia da quella dell'Enza.
Tornando al Passo di Pietra Tagliata, la conformazione degli strati subverticali di arenaria macigno si prestano alla legenda secondo al quale il passo sia stato aperto della forzatura del passaggio di un esercito intero, durante la fuga del Barbarossa inseguito dai Comuni lombardi.
Una spada trovata in zona all’inizio del secolo scorso avvalorò la legenda, anzi supponendo la derivazione del paese di Succiso da una pattuglia di soldati germanici rimasti di retroguardia.
Per quel che riguarda una curiosità dell'Alpe di Succiso e del vicino Casarola, è sempre stato considerato un unico monte, sebbene massiccio ed esteso. Il nome di Alpe ha il significato di “alto pascolo degli uomini di Succiso”, in quanto tutti i versanti appartenevano a essi, mentre come montagna è sempre stato chiamato Casarola, con l’appendice occidentale più elevata ma meno evidente chiamata Spiaggia Bella, per la favorevole esposizione dei pascoli.
Sulle carte militari la situazione è stata capovolta, e il Monte Casarola è indicato come un’anticima orientale, protesa sulle vallate del Fiume Secchia.
Tra fine giugno e luglio una fioritura di specie alpine ammanta i versanti attorno al valico, tra cui il giglio martagone, l’aquilegia alpina, l’astro alpino, la pulsatilla alpina, l’anemone narcissiflora, la sassifraga paniculata.