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Foto del 25 luglio 2025

Con questo soleggiato scatto di Roberto Pierfederici ci portiamo al confine tra la nostra provincia e quella di Modena per scoprire insieme la Diga che sbarra il percorso del torrente Dolo tra Fontanaluccia e Gazzano.

La diga ha una funzione strategica: regolare il flusso delle acque su base settimanale per alimentare la produzione di energia elettrica nella centrale di Farneta. L’impianto fu realizzato dalla società “Consorzi Emiliani di Bonifica”, all’interno del gruppo Edison, per garantire energia alle idrovore della pianura. Lo sbarramento si trova poco a monte della confluenza tra il Rio Cervarolo e il Dolo, a circa 740 metri di altitudine. Le acque del Cervarolo vengono comunque deviate grazie a una presa che le convoglia nel lago formato dalla diga.

Dal punto di vista strutturale, la diga è del tipo ad archi multipli con contrafforti: un’opera complessa che ha un volume totale di 63.000 metri cubi. Si innalza su terreni composti da arenarie e scisti risalenti all’Eocene medio. A monte prevalgono gli scisti argillosi, mentre a valle dominano banchi di arenaria compatta, ben visibili sulla riva destra.

La diga si compone di sei volte in cemento armato, rinforzate con archi secondari in cemento e arenaria, sorrette da cinque contrafforti triangolari e due massicci speroni laterali. I contrafforti in muratura, larghi 3 metri alla base e 1,8 metri in cima, sono ulteriormente rinforzati da bande in cemento che variano dai 50 cm ai 3 metri. Le volte hanno uno spessore variabile: 1,60 m alla base e 50 cm alla sommità. La struttura è dotata di ferri rotondi di 20 mm di diametro, distanziati tra i 10 e i 30 cm. L’estradosso è protetto da un intonaco spesso 5 cm, ricoperto da una miscela impermeabilizzante a base di catrame.

La diga è dotata di due scarichi principali: uno di superficie e uno di fondo. Il primo, posto a quota 770 metri, è gestito tramite una paratoia larga 15 metri e alta 5. Le acque, una volta liberate, scorrono lungo uno scivolo fino a un bacino di dissipazione alla base della diga.

Lo scarico di fondo, invece, utilizza un’antica galleria scavata per deviare il Dolo durante i lavori. Questa galleria lunga 120 metri ha una sezione a ferro di cavallo (3,00 x 3,80 m) e termina con una paratoia piana (2 x 2 m), posta a quota 749 metri. È controllata da un servomotore a olio, situato in una cabina sulla torretta collegata al coronamento da una passerella.

Sulla parete della diga, lato valle, si trova un’interessante iscrizione in latino: “Undique pressi fornices migescunt”, che richiama la pressione a cui sono sottoposti gli archi strutturali.

L’acqua raccolta dalla diga si unisce a quella proveniente dalla centrale di Muschioso, situata immediatamente a valle. Da qui, viene convogliata attraverso una galleria lunga 9 km, con una portata di 11 m³/s e un salto di 330 metri, fino alla centrale di Farneta. Qui entra in azione una turbina Francis verticale da 34 MVA, cuore della produzione energetica dell’impianto.

Foto del 25 luglio 2025