Foto del 25 maggio 2025
Torniamo oltre il fiume Secchia con questo splendido scatto di Erio Frigeri, realizzato nei dintorni di Fiorano Modenese, che cattura un profondo connubio tra paesaggio rurale e simbologia culturale, elementi che rendono la campagna emiliana un luogo ricco di suggestioni.
Periodo di duro lavoro e numerose frustrazioni per i contadini che questa primavera hanno dovuto fare i primi sfalci incastrandosi tra le poche giornate di Sole senza il transito di piogge improvvise. Per fare il primo sfalcio nei campi – cioè il primo taglio del foraggio, solitamente fieno – è fondamentale che ci siano almeno 3-4 giornate consecutive di Sole e senza pioggia. Questo per ragioni agronomiche e pratiche legate alla qualità del fieno e alla sicurezza del raccolto.
Dopo lo sfalcio, l’erba deve asciugare naturalmente sul campo. Il Sole e il vento servono per eliminare l’umidità, preservare i nutrienti ed evitare marcescenze. Se piove dopo lo sfalcio, il raccolto può essere compromesso, l’acqua fa fermentare l’erba sul campo, renderebbe impossibile l’imballatura (le rotoballe verrebbero pressate con dentro troppa umidità) e a quel punto si dovrebbe rigirare il fieno più volte per asciugarlo, aumentando i costi e il rischio di rovinarlo.
Periodo di duro lavoro e numerose frustrazioni per i contadini che questa primavera hanno dovuto fare i primi sfalci incastrandosi tra le poche giornate di Sole senza il transito di piogge improvvise. Per fare il primo sfalcio nei campi – cioè il primo taglio del foraggio, solitamente fieno – è fondamentale che ci siano almeno 3-4 giornate consecutive di Sole e senza pioggia. Questo per ragioni agronomiche e pratiche legate alla qualità del fieno e alla sicurezza del raccolto.
Dopo lo sfalcio, l’erba deve asciugare naturalmente sul campo. Il Sole e il vento servono per eliminare l’umidità, preservare i nutrienti ed evitare marcescenze. Se piove dopo lo sfalcio, il raccolto può essere compromesso, l’acqua fa fermentare l’erba sul campo, renderebbe impossibile l’imballatura (le rotoballe verrebbero pressate con dentro troppa umidità) e a quel punto si dovrebbe rigirare il fieno più volte per asciugarlo, aumentando i costi e il rischio di rovinarlo.
I contadini programmano lo sfalcio in base al meteo:
-> Prima giornata: si falcia.
-> Seconda e terza: si lascia seccare e si gira il foraggio (operazione detta rivoltatura).
-> Quarta (o successiva): si raccoglie e si imballa.
Se anche solo uno di questi giorni è piovoso, il ciclo si interrompe e il raccolto è a rischio.
Il foraggio di primo taglio è spesso il più ricco e nutriente, perché cresce con l’umidità primaverile e ha una composizione più varia.
In dialetto la finestra di bel tempo utile è detta “teimp da fén” (tempo da fieno).