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Geco Comune

Foto del 25/04/2026

In questo splendido scatto di Gaetano Scaccianoce, il protagonista è il Geco comune (Tarentola mauritanica), un piccolo rettile che, negli ultimi anni, è diventato una presenza fissa e rassicurante anche nel panorama urbano di Reggio Emilia. Se un tempo era una rarità confinata alle zone costiere, oggi lo si vede scivolare silenzioso tra le fessure dei palazzi storici del centro o sulle pareti delle case in periferia.

Un piccolo drago domestico

Il geco è un vero capolavoro di adattamento. La sua pelle è ricoperta di tubercoli che gli conferiscono quell'aspetto "rugoso" e preistorico, mentre la colorazione può variare dal grigio al bruno per mimetizzarsi perfettamente con l'intonaco o la pietra.

Ma la sua vera magia risiede nelle zampe: grazie a milioni di microscopici peli chiamati setae, sfrutta le forze molecolari (forze di Van der Waals) per camminare a testa in giù su vetri e soffitti con una facilità disarmante.

Perché lo vediamo a Reggio?

L'incremento degli avvistamenti nelle zone reggiane è dovuto principalmente a due fattori:

  • Innalzamento delle temperature: Il clima più mite favorisce la sopravvivenza di questa specie amante del caldo.

  • Disponibilità di cibo: Le luci delle nostre case attirano falene, zanzare e moscerini, ovvero il buffet preferito del geco.

Curiosità e falsi miti

Contrariamente a quanto si possa pensare, il geco è assolutamente innocuo per l’uomo (non è velenoso) ed è un eccezionale "insetticida naturale". Un solo esemplare può consumare centinaia di zanzare in una notte.

Inoltre, possiede la capacità di autotomia: se minacciato, può staccare volontariamente la coda per distrarre il predatore e fuggire. La coda ricrescerà, anche se spesso con un colore e una forma leggermente diversi dall'originale. Vederne uno in casa è considerato da molti un segno di buona fortuna: un ospite silenzioso, discreto e decisamente utile.

Geco Comune — Fauna dell'Appennino Reggiano — 25 aprile 2026