Foto del 25 gennaio 2026
Con questi gelidi scatti di Rosanna Bandieri andiamo alla scoperta di quella fastidiosa sensazione di freddo estremo quando soffia il vento.
La sensazione di freddo pungente che proviamo quando tira vento non è solo una nostra impressione: si tratta di un fenomeno fisico ben preciso chiamato Wind Chill (o raffreddamento da vento).
Il nostro corpo, essendo a 37°C, riscalda naturalmente un sottile strato d'aria a contatto con la pelle. Questo "cuscinetto" d'aria calda funge da isolante termico. Quando il vento soffia, rimuove continuamente questo strato caldo e lo sostituisce con aria nuova alla temperatura dell'ambiente. Più il vento è forte, più velocemente il calore viene strappato via dal corpo, accelerando il raffreddamento della pelle.
Come si calcola?
La "temperatura percepita" non è una temperatura reale misurata da un termometro, ma un indice calcolato tramite formule matematiche. La formula più utilizzata oggi (sviluppata da scienziati canadesi e americani) tiene conto di:
-> Temperatura dell'aria (misurata all'ombra).
-> Velocità del vento (misurata a circa 10 metri dal suolo).
Ad esempio:
Se il termometro segna 0°C:
Con un vento leggero (10 km/h), la temperatura percepita è di circa -3°C.
Con un vento forte (40 km/h), la percezione scende drasticamente a circa -9°C.
Non è solo una curiosità meteorologica. L'indice di Wind Chill serve a valutare il rischio biologico:
-> Ipotermia: il corpo perde calore più velocemente di quanto riesca a produrne.
-> Congelamento: con venti forti e temperature sotto lo zero, le parti esposte (naso, dita, orecchie) possono congelare in pochi minuti.
Il Wind Chill "funziona" solo su soggetti che emettono calore. Il motore di un'auto spenta a 0°C non scenderà mai a -10°C, indipendentemente dal vento; semplicemente, raggiungerà lo zero termico molto più in fretta.