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Foto del 25 gennaio 2025

Un freddo scatto invernale che ha del fiabesco questo bosco immortalato da Gabriele Benassati.

Il castagno (Castanea sativa) è una specie di albero molto longeva e diffusa sul nostro Appennino. Spesso presenta tronchi contorti e cavità, come quello visibile al centro dell'immagine, che possono essere il risultato di secoli di crescita, potature e fenomeni naturali, rifugio ideale per Allocchi e altri animali selvatici che popolano i nostri boschi.

Da secoli, i castagneti hanno rappresentato una risorsa fondamentale per le comunità rurali, fornendo legno, frutti (castagne), farina e un habitat prezioso per la fauna locale. Questi alberi sono spesso associati a leggende e tradizioni popolari, data la loro imponenza e longevità.

La leggenda del Castagno del Diavolo

Si narra che in una notte buia e senza luna, in un villaggio situato sull'Appennino Emiliano, un giovane contadino di nome Lazzaro decise di attraversare un bosco di castagni per tornare a casa dopo una lunga giornata di lavoro. Quel bosco era noto per essere un luogo inquietante: si diceva che lì, tra i castagni secolari, si nascondessero spiriti e strane presenze.

Mentre camminava, Lazzaro si accorse che i rami degli alberi sembravano muoversi, nonostante l'assenza di vento. L'aria era gelida, e il silenzio era rotto solo dal suono dei suoi passi sulla terra umida. All'improvviso, da dietro un castagno maestoso e nodoso, apparve una figura oscura, con occhi ardenti come carboni e un sorriso maligno: era il Diavolo in persona.

Il Diavolo propose a Lazzaro un patto: gli avrebbe offerto ricchezze e terre in cambio della sua anima. Ma il giovane, benché spaventato, era scaltro e rispose che avrebbe accettato il patto solo se il Diavolo fosse riuscito a contare tutte le castagne cadute ai piedi degli alberi in quella stagione.

Il Diavolo, sicuro di sé, accettò la sfida. Si mise a contare febbrilmente le castagne, ma ogni volta che stava per finire, i rami degli alberi, come mossi da un incantesimo, facevano cadere altre castagne al suolo. Questo si ripeté per ore, finché il Diavolo, esasperato e incapace di completare il conteggio, lanciò un grido terribile e scomparve in una nuvola di fumo.

Foto del 25 gennaio 2025