Foto del 24 agosto 2023
Fino ad ora non avevamo ancora dedicato una foto a lui ... il Re dell'Appennino reggiano... colui che spesso fa il bello e il cattivo tempo nella nostra Provincia (e non è un modo di dire).
Il monte Cusna!
E ve lo mostriamo con questo bellissimo scatto opera di Gianna Casella.
Non è un modo di dire perché visto nell'interezza del suo sistema di anticime e di vero e proprio Crinale, costituisce un muro spesso invalicabile per le correnti d'aria e le nuvole. Il fatto che sia una barriera di 2.000 metri d'altezza, gli permette di deviare in modo efficace le correnti in arrivo dal Mediterraneo, oppure di fermare quelle in arrivo dalla Pianura.
Un Gigante sdraiato che vigila sulla nostra Provincia.
Il reggiano, infatti, ha una conformazione molto peculiare del suo sistema montano e ciò fa sì che la provincia di Reggio Emilia sia una vera e propria "palestra meteorologica".
Il monte Cusna raggiunge la quota di 1.121 metri sul livello del mare, mentre le sue anticime: Sasso del Morto (2078 m) e monte La Piella (2071 m).
Il toponimo "Sasso del Morto" è chiaramente ricoducibile alla figura del Gigante sdraiato supino, o meglio un pastore molto grosso venuto da lontano e stabilitosi in Val d’Asta per proteggere i pastori locali dai soprusi e dai pericoli, dai lupi e dagli orsi: un gigante buono, che però invecchiava anche lui, e morendo si distese a proteggere ancora la valle da lassù, formando il torrente Secchiello con le sue lacrime.
Il sistema di Crinale del Cusna è in realtà arrentrato dal vero e proprio Crinale di confine con la Toscana. Nel mezzo si è aperta la val d'Asta. Questa posizione delle vette più alte della catena appenninica "esterna" rispetto al crinale principale, viene legata a motivi di carattere strutturale, in particolare alla tettonica distensiva delle aree retrostanti il fronte della catena, che avrebbe ribassato i settori del crinale principale.
Il monte Cusna è geologicamente complesso: le Arenarie di Monte Modino, che ne formano la sommità, si trovano accavallate su un complesso insieme di scaglie tettoniche a litologia marnosa e argillosa (Argilliti variegate con calcari, Argille di Fiumalbo, Formazione dell'Abetina Reale, Marne di Marmoreto), e l'accavallamento è tipicamente segnato al fronte da una anticlinale rovesciata (un anticlinale è una formazione geologica in cui le rocce sono piegate in modo convesso), ben visibile lungo il versante sud occidentale del Monte, dove la visibilità degli strati è resa maggiormente evidente dall'erosione degli agenti atmosferici.