Foto del 24 febbraio 2025
La sua storia affonda le radici in tempi lontani, con documenti che attestano l’esistenza della corte di “Malliaco” già nell’anno 870 d.C., quando faceva parte del Gastaldato di Bismantova nel Comitato parmense. Nel Medioevo, il borgo era un punto di riferimento per le comunità locali: nel 1272 ospitava una chiesetta dipendente da Campigliola e nel 1315 contava 23 “fuochi”, ovvero nuclei familiari, segno di una discreta attività agricola e sociale.
Nel corso dei secoli, Borgo Maillo ha vissuto alterne vicende, fino a essere progressivamente abbandonato. Nel 2006, però, la sua storia ha conosciuto una svolta grazie all’intervento dei fratelli Biagini, noti carrozzieri della Croce, che hanno deciso di acquistare e restaurare l’intero complesso. Con un meticoloso lavoro di recupero architettonico, il borgo è stato riportato all’antico splendore, mantenendo intatti i materiali e le caratteristiche originarie, in perfetta armonia con il paesaggio circostante.
Negli ultimi anni, Maillo ha suscitato un rinnovato interesse non solo tra gli amanti della storia locale, ma anche nel mondo del cinema. Il borgo è stato scelto come location per il film Evelyne tra le nuvole, diretto da Anna Di Francisca, un’opera che ha contribuito a far conoscere questo angolo nascosto dell’Appennino reggiano a un pubblico più vasto.
Oggi, Borgo Maillo rappresenta un perfetto esempio di recupero del patrimonio storico e culturale dell’Emilia-Romagna. La sua rinascita dimostra come la valorizzazione dei borghi antichi possa restituire nuova vita a luoghi un tempo dimenticati, trasformandoli in spazi di cultura, memoria e bellezza senza tempo.