Foto del 23 settembre 2024
Torniamo a parlare di archeologia industriale con questo bellissimo scatto di Roberto Federici che ci mostra in tutto il suo splendore recuperato la famosa "Fornace" di Felina. In Emilia-Romagna esistono solo due esempi di questo tipo di architettura di forno circolare adibita alla produzione di laterizi, l'altra costruzione si trova nel modenese a Castelvetro.
La fornace si trova a valle della chiesa di Santa Maria di Felina, in direzione della campagna, a circa 500 metri a est. Il primo documento che menziona la fornace è l'atto di costituzione della Società Particolare Civile, redatto nel 1911. Questo evento segnò l'inizio della costruzione dell'impianto a Castelnovo né Monti, precisamente nella località di Felina. I fratelli Domenico e Erminio Maioli, insieme ai fratelli Agostino, Cesare e Lorenzo Vezzosi, avviarono un'attività di produzione e vendita di mattoni.
Alla morte di Erminio Maioli nel 1921, la sua quota passò al fratello Domenico. Quando Domenico morì nel 1925, la sua parte della fornace venne ereditata dalla moglie Maria Pignedali e dai loro nove figli. Nel 1928, anche i fratelli Vezzosi vendettero le loro quote a Maria Pignedali, che divenne così l'unica proprietaria dell'impianto.
Tra il 1929 e il 1933, la fornace rimase inattiva a causa dell'esaurimento dell'argilla adatta alla produzione di mattoni. Tuttavia, nel 1934, Seriglio Prampolini scoprì una piccola vena di argilla e prese in affitto l'impianto, continuando l'attività fino al 1972, anno in cui la fornace chiuse definitivamente. Nel 1997, la famiglia Prampolini era diventata l'unica proprietaria dell'impianto, che venne infine ceduto al Comune di Castelnovo né Monti nel 2005.