Foto del 23 agosto 2025
Torniamo a parlare di biodiversità con Annamaria Pirellas e questo tenerissimo scatto.
Il riccio europeo (Erinaceus europaeus) è uno dei mammiferi più amati e riconoscibili della fauna italiana. Con il suo corpo compatto, il muso allungato e la caratteristica corazza di aculei – che in realtà sono peli induriti – ha sviluppato un’efficace strategia difensiva: di fronte a un pericolo si appallottola su sé stesso, trasformandosi in una sfera spinosa quasi impenetrabile.
Di dimensioni contenute, misura in media 20-30 cm e pesa tra 600 g e 1,2 kg, con variazioni stagionali: in autunno accumula grasso in vista del letargo, mentre in primavera è più snello. Gli aculei, circa 6.000-7.000, ricoprono il dorso e i fianchi, mentre il ventre resta morbido e ricoperto di pelo.
Abitudini e habitat
Il riccio è un animale notturno e solitario, attivo soprattutto al crepuscolo e di notte. Ama gli ambienti ricchi di vegetazione, siepi, giardini, prati e boschi, dove trova rifugio sotto mucchi di foglie o cataste di legna. È un onnivoro opportunista: la sua dieta comprende insetti, lumache, lombrichi, piccoli vertebrati, frutti e bacche. In questo modo svolge un ruolo importante per l’equilibrio dell’ecosistema, aiutando a tenere sotto controllo insetti e parassiti.
In inverno entra in letargo quando le temperature scendono sotto i 10°C. Durante questo periodo rallenta drasticamente il metabolismo, riducendo la frequenza cardiaca e la temperatura corporea per risparmiare energia.
I ricci hanno un udito e un olfatto molto sviluppati, ma una vista piuttosto scarsa.
Sono ottimi nuotatori e sanno arrampicarsi se necessario.
Nonostante la corazza, i ricci sono vulnerabili ai veicoli e ai pesticidi, motivo per cui sono specie protetta in molti Paesi europei.
Preservare i ricci significa tutelare un prezioso alleato naturale e un affascinante simbolo della biodiversità dei nostri ambienti rurali e urbani.