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Foto del 23 agosto 2024

Torniamo alla scoperta degli scorci paesaggistici più suggestivi del reggiano. Oggi ci alziamo in volo con Angelo Bosi e ammiriamo da un punto di vista insolito l'abitato di Felina, uno dei portali d'accesso più belli del nostro Appennino. Siamo alle falde del torrente Tresinaro che qui nasce e che dopo 47 chilometri raggiunge il fiume Secchia a Rubiera. Per i montanari il paese di poco più di 2.200 abitati si chiama F'lina, per i "pianzani" Flèina ma la sostanza non cambia, è una piccola perla incastrata in un altopiano che separa Castelnovo ne' Monti da Casina. Una posizione strategica che in passato deve per forza di cose aver avuto un ruolo importante. Alcuni studiosi attribuiscono all'epoca bizantina la fondazione del paese, che, nonostante le sue dimensioni ridotte, deve aver giocato un ruolo significativo tra i piccoli villaggi dell'Appennino reggiano, grazie alla sua posizione strategica lungo la via del Cerreto. La prima menzione documentata dell'insediamento risale all'anno 870, quando un documento, conservato negli archivi storici, attesta la cessione delle corti di Felina e Malliaco (l'attuale Malliago) dall'imperatore Ludovico II al suo vassallo Suppone. Intorno al X secolo, Felina e le corti vicine di Villola e Cagnola passano sotto il controllo della potente famiglia degli Attonidi, che raggiunge l'apice della sua influenza con la contessa Matilde di Canossa. Verso la metà del secolo successivo, Matilde dona il territorio di Felina al monastero di Canossa, che lo trasforma in sede di Curia, confermando così l'importanza politica della zona e preservandone l'organizzazione comunale. Nel periodo successivo, il borgo vede un'alternanza di potere tra la casata degli Este e diverse famiglie minori, come i Banzola, i Molza e i Chiodini. Nel 1375, sotto il dominio di Regina della Scala, l'antico centro di Felina, noto come il Fariolo, diventa sede del vicariato visconteo, esercitando giurisdizione su tutta la montagna. Tuttavia, nel 1409, con il ritorno degli Estensi a Reggio, viene insediato nuovamente un podestà, che sarà poi trasferito definitivamente a Castelnuovo nel 1480, segnando la fine della supremazia di Felina sugli altri insediamenti montani.
Foto del 23 agosto 2024