Foto del 23 maggio 2025
Il trittico di scatti di oggi rende omaggio alle primissime colline reggiane e sono opera di Livio Filippetti.
Il termine "pedecollinare" deriva dall’unione del latino pes (piede) e collis (collina): significa quindi “ai piedi della collina”. Si usa in geografia e in ambito paesaggistico per indicare quella fascia di territorio compresa tra la pianura e le vere e proprie colline. Nel caso del reggiano, la zona pedecollinare è quella che si estende grossomodo da Albinea, Borzano, Scandiano, Quattro Castella fino a San Polo, Montecchio, ecc., cioè quella serie di dolci ondulazioni che fanno da cerniera tra la Pianura Padana e l’Appennino.
Una delle caratteristiche più interessanti della pedecollina reggiana è la presenza di avvallamenti e ripiani dovuti a terrazzamenti fluviali antichi, ovvero pianure alluvionali abbandonate dai fiumi nei secoli o millenni passati. Queste superfici si sono formate quando i torrenti, come l’Enza, il Crostolo o il Tresinaro, hanno cambiato corso o si sono incassati più in basso per motivi tettonici o climatici, lasciando dietro di sé ripiani sopraelevati rispetto all’attuale fondovalle.
Questi terrazzi sono evidenti nei profili collinari reggiani, e si leggono come “gradini” nel paesaggio: fertili e ben drenati, sono stati a lungo coltivati e abitati, diventando la sede di castelli, ville e borghi rurali. Li notiamo molto bene quando percorriamo il tratto di strada che scorre tra Casalgrande, Scandiano, Albinea, un continuo di sali-scendi e ponticelli su torrenti e rii che scendono dalla Collina. Depositi di ghiaie, sabbie e limi, sovrapposti nel tempo come pagine geologiche, a volte incisi in profondità, come si nota lungo le scarpate del Crostolo o del Tresinaro. Questi terrazzi raccontano le oscillazioni del clima del passato e le grandi dinamiche idrogeologiche della pianura padana.
Questa fascia è anche detta "Collina dell’uomo", perché qui l’intervento umano è stato più intenso e antico: terrazzamenti agricoli, vigneti storici (come quelli del Lambrusco o della Spergola), castelli e pievi romaniche punteggiano il paesaggio. Il microclima pedecollinare è spesso più favorevole di quello di pianura: meno nebbie, più ventilazione, e ottima esposizione al sole. Per questo, è sempre stata una zona ambita per coltivazioni pregiate e insediamenti signorili. Sono zone ricchissime di biodiversità, perché al confine tra habitat diversi (collina, prato, bosco e coltivo).