Salamandra
Foto del 22/09/2026
In questo vivido e bellissimo scatto, Lorenzo Zuntini ha immortalato una meravigliosa Salamandra pezzata (Salamandra salamandra) mentre esplora con calma il legno decomposto del sottobosco. Questo anfibio urodele è tra le creature più iconiche e affascinanti dei nostri boschi d'Appennino!
🖤 Livrea d'avvertimento e veleno
Il colore giallo acceso su fondo nero non serve a nascondersi, ma è un segnale d'allarme visivo noto in biologia come colorazione aposematica:
Messaggio ai predatori: avverte eventuali predatori che la sua pelle secreta sostanze irritanti e tossiche (come la samandarina) prodotte dalle ghiandole parotoidi posizionate dietro gli occhi.
Abitudini crepuscolari: frequenta ambienti umidi e d'ombra, uscendo allo scoperto soprattutto dopo la pioggia o durante le ore notturne per cacciare piccoli invertebrati.
🔥 La leggenda del "figlio del fuoco"
Fin dall'antichità, da Plinio il Vecchio al Medioevo, si credeva che la salamandra potesse vivere nel fuoco o addirittura estinguerlo:
L'origine del mito: durante i mesi freddi, la salamandra ama rifugiarsi in uno stato di torpore dentro vecchi tronchi cavi, cataste di legna o sotto le cortecce umide.
L'effetto sorpresa: quando gli uomini raccoglievano quella legna per accendere il focolare, il calore improvviso svegliava l'anfibo, che scappava rapidamente fuori dalle fiamme! Vedere questo animale emergere illeso dal fuoco fece nascere la credenza che ne fosse immune o generato da esso.
La protezione della pelle: la secrezione mucosa e abbondante che produce per mantenere la pelle idratata gli concede una brevissima resistenza alle alte temperature, sufficiente a permettergli la fuga disperata prima di bruciare.
Un immenso grazie a Lorenzo Zuntini per aver immortalato questo piccolo, leggendario custode della nostra biodiversità!
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