Foto del 22 luglio 2025
La foto del giorno di oggi prosegue sul filone della biodiversità reggiana e questo tenero scatto è opera di Emilio Ricci che ci mostra una coppia di cuccioli di Marmotta (Marmota marmota).
Periodo a loro favorevole perché partoriscono in tardo maggio o inizio giugno dopo un letargo invernale e una gestazione di circa 33‑40 giorni. Nella specie alpina nascono generalmente da 2 a 5 cuccioli.
I piccoli nascono ciechi, sordi, senza pelo e senza denti, con un peso di circa 30–40 g e appena usciti dal bozzolo, restano nella tana per 4‑6 settimane dove vengono allattati esclusivamente dalla madre; qui iniziano a sviluppare la peluria e aprono gli occhi tra il ventunesimo e il venticinquesimo giorno.
All'incirca dopo 40 giorni, i piccoli iniziano a uscire dalla tana (pesano allora circa 250 g) e muovere i primi passi nella luce esterna.
Nei mesi successivi, devono ingrassare molto: a luglio raggiungono circa 600 g, a fine estate fino a 1.500 g, utili in previsione del letargo autunnale.
La madre continuerà a nutrirli e proteggerli mentre iniziano a imparare a cibarsi di erbe, fiori e parti vegetali più nutrienti.
I cuccioli di marmotta partecipano a giochi e grooming sociale, specialmente nei mesi estivi quando si confrontano tra fratelli e altri giovani dell’anno. Il gioco non è solo divertimento: favorisce coesione sociale e addestramento alle interazioni future tra conspecifici.
In prossimità delle prime uscite, i membri del gruppo adulto intensificano la vigilanza antpredatori, prestando attenzione ai fischi di allarme.
Le colonie familiari sono strutturate in modo cooperativo: più generazioni convivono e giovani subadulti contribuiscono alla sorveglianza per aumentarne la sopravvivenza collettiva.
Dopo il secondo letargo, i giovani raggiungono circa 2,4 kg, pari all’80% del peso adulto. La maturità sessuale viene raggiunta solitamente intorno ai 2–3 anni. A quel punto i giovani lasciano la famiglia, dispersi per formare una nuova tana e cercare un compagno/a.
Grazie alla cooperazione tra generazioni, le marmotte massimizzano la sopravvivenza dei piccoli, soprattutto in ambienti rigidi. I ruoli ben definiti—dalla sorveglianza antpredatori alla crescita sociale—spiegano perché i giovani rimangono con il gruppo fino all’età adulta.
Le marmotte rappresentano un perfetto esempio di biodiversità sociale e adattamento biologico, dove la cura parentale e il comportamento cooperativo sono fondamentali per prosperare in habitat alpini difficili.