Foto del 22 giugno 2025
Con questo eccezionale scatto di Massimo Campani torniamo a parlare di fauna reggiana (e non solo) e torniamo a parlare di erpetofauna.
Ecco a voi un vispo Biacco incuriosito dall'avvicinarsi del fotografo
Chi vive in campagna o frequenta i sentieri collinari e montani dell’Emilia, prima o poi ci si imbatte: una sagoma lunga, nera o screziata, che fugge veloce tra i rovi o si arrampica agile su un arbusto. È il biacco, un serpente comunissimo nel nostro territorio e noto con nomi popolari come "magnano" o "frustone".
Ma davvero è il caso di averne paura? E può davvero salire sugli alberi?
Mentiremmo se vi dicessimo di no, il Biacco è un’abile arrampicatore, ma innocuo e preferisce di gran lunga stare a livello del suolo.
Tuttavia è perfettamente in grado di arrampicarsi su alberi e arbusti, grazie alla forza dei suoi muscoli e alla grande agilità. Non è raro vederlo salire per inseguire piccole prede come uccellini, uova o lucertole, oppure semplicemente per cercare un riparo più fresco e sicuro.
Questa abilità, però, non deve spaventare. Il biacco è totalmente innocuo per l’uomo: non è velenoso, non attacca se non per difendersi e, anzi, fugge velocemente alla presenza umana. La sua fama “minacciosa” deriva spesso dalla sua taglia (può superare i 150 cm) e dalla rapidità dei suoi movimenti, ma in realtà è uno dei migliori alleati che possiamo avere nei nostri campi e giardini.
Il biacco si nutre di topi, insetti, lucertole e altri piccoli animali, contribuendo così a mantenere l’equilibrio ecologico. Nei terreni agricoli può ridurre la presenza di roditori, mentre nei boschi e nelle zone collinari partecipa al delicato equilibrio tra predatori e prede.
Lo conoscete anche con altri nomi? "Magnano" o "Frustone"?
Questi nomi derivano dalla tradizione popolare. “Frustone” richiama il movimento sinuoso e rapido del serpente, simile a un frustare del terreno. “Magnano” (azzardiamo) potrebbe derivare dal verbo dialettale “magnèr” (mangiare)? Per il suo ruolo di predatore efficiente? Ammettiamo la nostra ignoranza, ma sono ben accette le correzioni.
Niente panico, solo rispetto, il biacco non va ucciso né cacciato, ma piuttosto lasciato libero di svolgere il suo ruolo naturale. Se lo si incontra su un albero o in giardino, basta restare a distanza: non è pericoloso e non ha alcun interesse a entrare in conflitto con l’uomo.
Quindi:
-> Il biacco si arrampica, ma non è un pericolo per l’uomo
-> È protetto dalla legge in molte regioni italiane
-> Svolge un ruolo ecologico fondamentale
-> La paura è infondata: conoscere è il primo passo per convivere