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Foto del 21 dicembre 2024

Restiamo sul nostro bianco Appennino per andare alla scoperta di un sito UNESCO del nostro territorio con Giovanni Fontanesi. Stiamo parlando dei fantastici Gessi Triassici dell'Appennino reggiano.

Si tratta di formazioni gessose risalenti al periodo Triassico superiore (circa 230-200 milioni di anni fa), che raccontano la storia di ambienti estremamente antichi, caratterizzati da condizioni climatiche e marine molto diverse da quelle attuali.

Come si sono formati?

La formazione dei Gessi Triassici è strettamente legata all'ambiente sedimentario dell'epoca, caratterizzato da un clima e caldo-arido poiché il Triassico superiore, l’area dell’attuale Appennino si trovava in una posizione geografica prossima all’equatore, con un clima caldo e asciutto. L'ambiente era dominato da bacini marini chiusi o semi-chiusi (simili al Mar Morto attuale), soggetti a una forte evaporazione.

La forte evaporazione causava la precipitazione di sali minerali disciolti nell’acqua di mare, tra cui:

- Gesso (solfato di calcio idrato): Si depositava in seguito all'evaporazione progressiva dell'acqua.

- Anidrite: In condizioni più aride, il gesso poteva trasformarsi in anidrite (solfato di calcio anidro).

Nei milioni di anni successivi, queste rocce sono state sollevate e deformate dai movimenti tettonici che hanno dato origine all’Appennin

I gessi si presentano spesso con un aspetto massiccio, ma possono contenere anche strutture a strati o venature. In alcuni casi, si notano cristalli fibrosi o prismatici di gesso.
Il gesso, essendo una roccia solubile in acqua, ha favorito la formazione di fenomeni carsici come grotte, doline e inghiottitoi.

Pertanto possiamo dire che i Gessi Triassici rappresentano un’antica testimonianza dell’evoluzione dell’area appenninica, che durante il Triassico era sommersa da un mare tropicale. L'area dei gessi è caratterizzata da numerosi fenomeni carsici, anche se meno estesi rispetto a quelli dei gessi messiniani (più recenti, Miocene superiore). Ultimo, ma non per importanza, questi affioramenti rappresentano habitat particolari, ospitando specie adattate al substrato gessoso.

Foto del 21 dicembre 2024