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Foto del 21 settembre 2025

Oggi saliamo in quota con questo scatto di "Appennino dentro l'obiettivo" salendo fino al monte Asinara (1750 metri).

Dal monte Asinara, una delle cime più panoramiche dell’Appennino reggiano, lo sguardo corre lontano fino a incontrare la sagoma frastagliata delle Alpi Apuane, inconfondibili per i loro profili aspri e quasi alpini, che emergono oltre le vallate dell’alta Garfagnana e della Lunigiana. È un colpo d’occhio che sorprende chiunque salga quassù, perché dall’Appennino emiliano ci si aspetta di dominare boschi e crinali morbidi, non certo di scorgere montagne che paiono scolpite da una mano vigorosa, con pareti verticali e cime aguzze.

Le Apuane sono note come le “Alpi di marmo”: da secoli, infatti, le loro viscere custodiscono cave di marmo bianco tra i più pregiati al mondo, utilizzato fin dall’epoca romana e reso immortale da artisti come Michelangelo, che proprio qui scelse i blocchi per i suoi capolavori. A colpire, però, non è solo la storia legata all’arte e all’estrazione, ma anche la loro natura: queste montagne, pur affacciandosi sul mare Tirreno, superano i 1900 metri di quota e ospitano un ambiente ricco di endemismi botanici, rapaci e cavità carsiche profonde, tra cui l’Abisso Revel, uno dei più estesi d’Italia.

Osservate da lontano, come in questo scatto dal monte Asinara, le Apuane sembrano una barriera compatta, una muraglia che separa l’Appennino dal mare. E in effetti la loro posizione ha avuto un ruolo fondamentale nella storia: da un lato costituivano un baluardo difensivo naturale, dall’altro hanno sempre favorito passaggi e scambi culturali attraverso i valichi che collegano l’Emilia, la Toscana e la Liguria.

Il contrasto visivo è affascinante: in primo piano i prati e i crinali arrotondati dell’Appennino, con i loro boschi di faggi e querce che in autunno si colorano di rosso e oro; sullo sfondo, le vette aguzze delle Apuane, che sembrano appartenere a un mondo completamente diverso. È proprio questa capacità di intrecciare paesaggi e culture a rendere unico l’Appennino: un ponte naturale che non divide, ma unisce mari, popoli e storie.

Foto del 21 settembre 2025