Foto del 21 agosto 2023
Prosegue la nostra carrellata alla ricerca di fotografi di talento del nostro territorio.
Oggi rendiamo omaggio ad uno dei nostri utenti più attivi che si rivela essere un bravissimo fotografo d'autore.
Un genere tutto particolare di soggetti e luci che ricordano il maestro di fotografia scandianese Luigi Ghirri.
Stiamo parlando di Riccardo Varini che in questo scatto "reggianissimo" riesce a trasmetterci tutto il calore di questa metà di agosto.
Siamo nella centralissima Piazza della Vittoria, nel cuore di Reggio Emilia ed è uno dei principali centri nevralgici della città. La sua posizione centrale la rende un punto di ritrovo per i residenti e un'area di interesse per i visitatori.
La piazza ha origini antiche ed è stata testimone di molti eventi storici e cambiamenti nel corso dei secoli. Nel corso della sua storia, è stata oggetto di ristrutturazioni e sviluppo urbano, riflettendo l'evoluzione della città stessa.
La piazza è circondata da edifici storici e monumenti che rappresentano vari periodi architettonici. Uno dei principali monumenti nella piazza è il monumento a Francesco IV d'Austria-Este, un'imponente statua equestre dedicata all'arciduca Francesco IV.
In origine su quest'area si affacciava l' antica Cittadella, demolita nella metà del 1800 e sostituita dall'attuale Parco del Popolo (i giardini pubblici del centro storico).
Solo dopo la fine della Prima Guerra mondiale, nel 1918, la piazza assunse il nome attuale: precedentemente infatti era conosciuta con il nome di Piazza d'Armi.
Qualche anno dopo, al confine con il Parco del Popolo, venne posto l'attuale Monumento ai Caduti della 1^ Guerra Mondiale, voluto dalle autorità cittadine negli anni Venti e opera dello scultore parmense Alberto Bazzoni.
Molti sono gli edifici che si affacciano sulla piazza o che si trovano nelle immediate vicinanze: il Teatro Ariosto, la facciata e la guglia neogotiche della Galleria Parmeggiani (in foto), la Biblioteca delle Arti, la sede dell'Università di Modena e Reggio Emilia nell'ex Caserma Zucchi e il Teatro Cavallerizza.
Il lato sud infine è delimitato dall'isolato San Rocco: edificio costruito negli anni cinquanta del XX secolo, secondo il gusto dell'epoca, al posto dei demoliti Portici della Trinità. La facciata, secondo il progetto, tenta curiosamente di rielaborare la facciata del Teatro Municipale, che si trova sul lato opposto nell'adiacente Piazza Martiri del 7 Luglio.
Tristemente famoso è il giorno del 7 Luglio 1960 quando, durante una manifestazione sindacale, cinque operai reggiani (Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri, Afro Tondelli) furono uccisi dalle forze dell'ordine.
La strage fu l'apice di un periodo di alta tensione e scontri in tutta Italia a seguito della formazione del governo Tambroni con il determinante appoggio del Msi, e la scelta di Genova (città “partigiana” e già Medaglia d’Oro della Resistenza) come sede del congresso del partito missino.
I 5 reggiani uccisi sono ricordati dal monumento di Giacomo Fontanesi, dedicato alla loro memoria.
- dalla pagina "Reggio Emilia Welcome"