Foto del 21 luglio 2024
Con la foto del giorno di oggi andiamo alla scoperta di una delle tante dimore sparse nel territorio reggiano. Con questo trittico di scatti di Irene Giuliani conosciamo la famiglia Spalletti Trivarelli ed una delle sue 2 ville situate nella nostra Provincia.
In questo caso siamo a Villa Spalletti Trivarelli di Sant'Ilario d'Enza, una seconda si trova a San Donnino di Liguria sulle rive del Tresinaro tra Casalgrande, Rubiera e Corticella.
La famiglia Spalletti, originaria del canton Ticino e attiva nel commercio fin dal 1500, sfruttò il trattato di Aquisgrana del 1748 per espandere i propri affari nel nostro stivale. La pace che seguì a secoli di conflitti offrì nuove opportunità per intraprendere scambi commerciali con le regioni a sud dell'Impero asburgico.
Acquisirono terreni nelle zone di Mantova e Reggio Emilia, partecipando all'industrializzazione agricola del XVIII secolo. Questi nuovi territori, logisticamente strategici, erano ricchi di risorse agricole e offrivano eccellenti potenzialità commerciali. Così, la famiglia Spalletti diventò imprenditrice in Emilia, affittando le terre acquistate ai mezzadri locali e associandosi con la famiglia Trivelli nella produzione e nel commercio della seta. Questa collaborazione, supportata da matrimoni e affari, portò le due famiglie a unirsi e a incrementare il proprio patrimonio. Alla fine del secolo, la famiglia Spalletti Trivelli possedeva terreni in tutta la zona, investiva in agricoltura e allevamento, e produceva il rinomato formaggio grana.
All'inizio del 1800, alla guida della famiglia subentrò Giovanni Battista, figlio del nobile Venceslao Spalletti. Le tecnologie avanzate dell'epoca, utilizzate nell'edilizia e nella produzione, la selezione genetica del bestiame, e le attrezzature agricole all'avanguardia portarono grande prosperità alla famiglia. La tenuta di Montecchio, Sant'Ilario e Calerno si trasformò in un'azienda fiorente, estesa su oltre 750 ettari, con campi coltivati, allevamenti, cantine, magazzini per la produzione del formaggio, e un numeroso personale composto da operai, contadini e artigiani. La famiglia era molto rispettata nella comunità, mostrando generosità non solo verso i propri lavoratori ma anche verso le istituzioni pubbliche, finanziando scuole e ospedali.
Nemmeno un violento evento meterologico che colpì la zona nei primi anni del 1900 riuscì a fermare l'attività della famiglia Spalletti Trivelli. Dopo aver riparato i danni, si dedicarono alla costruzione di una rete idrica moderna, offrendo lavoro a centinaia di operai e dotando la zona di un'importante infrastruttura. Con l'industrializzazione del secolo scorso, dopo la seconda guerra mondiale, durante la quale parte della tenuta ospitò un ospedale militare, le campagne iniziarono a spopolarsi a favore delle città e dell'industria. Tuttavia, la famiglia ha mantenuto quella che oggi è la tenuta più prestigiosa e importante della zona, conosciuta come Villa Spalletti Trivelli. Qui Venceslao I Spalletti sposò nel 1784 Maria Luisa Trivelli e aggiunse al proprio cognome anche quello della moglie, dando così origine alla nuova casata Spalletti Trivelli.