Pietra di Bismantova
Foto del 21/04/2026
Questa straordinaria fotografia di Luca Giordani esalta la maestosità della Pietra di Bismantova, un'icona dell'Appennino Reggiano che deve la sua forma a "zattera" a un fenomeno geologico affascinante noto come erosione differenziale.
La Pietra di Bismantova non è un vulcano spento né un sollevamento improvviso, ma il resto di un antico fondale marino risalente al Miocene inferiore (circa 15-19 milioni di anni fa).
Composizione Duale: La struttura è composta da due materiali con resistenze opposte. La "zattera" sommitale è formata da calcarenite (una roccia sedimentaria calcarea ricca di fossili marini come molluschi e alghe), mentre la base su cui poggia è costituita da argille scagliose molto più antiche e tenere.
L'Erosione Differenziale: Milioni di anni fa, la calcarenite copriva un'area molto più vasta. Con il sollevamento della catena appenninica, gli agenti atmosferici (pioggia, vento, gelo) hanno iniziato a smantellare il territorio. L'argilla sottostante, essendo impermeabile e plastica, si è erosa rapidamente, venendo letteralmente "lavata via". La calcarenite, più dura e resistente, è rimasta in rilievo, proteggendo l'argilla immediatamente sottostante come un enorme ombrello naturale.
Dinamiche Geologiche in Atto
Ancora oggi, la Pietra non è immobile. Il contrasto tra la rigidità della calcarenite e la cedevolezza delle argille causa la formazione di profonde fratture verticali. Questo porta al distacco di enormi blocchi che rotolano lungo i pendii, un processo che modella continuamente le sue pareti verticali, rendendole un paradiso per l'arrampicata ma testimoniando anche la fragilità di questo colosso "galleggiante".
In questo scatto notturno, le stelle incorniciano quella che è, a tutti gli effetti, una reliquia geologica che resiste tenacemente allo scorrere del tempo.