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Foto del 20 settembre 2024

Per riscaldarci dopo gli ultimi giorni di freddo e pioggia abbiamo scelto un trittico di immagini solari catturate da Alberto Vezzani. Nel dettaglio vogliamo parlarvi delle "Spicole" (o Spicule ) solari, oggetto astronomico scoperto dall'astronomo reggiano Angelo Secchi nel 1877 dall'Osservatorio astronomico del Collegio Romano e sono ancora oggetto di studio per comprendere meglio i meccanismi che regolano l'attività solare. La spicola solare è una struttura dinamica che si trova nell'atmosfera del Sole, precisamente nella cromosfera, che è lo strato dell'atmosfera solare situato tra la fotosfera e la corona. Le spicole sono getti di plasma solare che emergono dalla superficie del Sole e si estendono verso l'alto. Hanno una lunghezza tipica di circa 5.000-10.000 chilometri e un diametro di circa 500-1.000 chilometri. Nonostante la loro lunghezza, sono strutture relativamente sottili. Il plasma all'interno delle spicole si muove verso l'alto con velocità che possono raggiungere i 20-30 chilometri al secondo. Questo movimento rapido fa sì che le spicole durino solo pochi minuti prima di dissolversi o di cadere nuovamente sulla superficie solare. Ogni spicola ha una vita media molto breve, solitamente tra 5 e 15 minuti, prima di scomparire o ricadere sulla superficie del Sole. Il plasma nelle spicole è relativamente freddo rispetto ad altre regioni dell'atmosfera solare, con temperature che variano da 5.000 a 15.000 gradi Celsius. Le spicole sono distribuite in modo non uniforme sulla superficie solare, ma tendono a essere più numerose vicino alle regioni attive del Sole, come le macchie solari. Anche se non è del tutto chiaro il ruolo delle spicole, si ritiene che possano contribuire al riscaldamento della corona solare e al trasferimento di energia e massa tra la cromosfera e la corona.
Foto del 20 settembre 2024

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