Foto del 20 luglio 2025
La foto del giorno di oggi è uno scatto a dir poco emozionante ed è opera di Gianluca Gianferrari che ci mostra uno scorcio inedito delle favolose Cicogne presenti nel nostro territorio.
Siamo tra le distese verdi della campagna reggiana, là dove il tempo sembra scorrere più lentamente, dove c'è un luogo che ogni primavera si anima di battiti d’ali, richiami rauchi e nidi spettacolari: stiamo parlando di Gavasseto, frazione alle porte di Reggio Emilia, che ospita ormai da diversi anni una delle colonie di cicogne bianche (Ciconia ciconia) più amate dell’Emilia.
Uccelli migratori ma fedeli: le cicogne sono note per essere grandi migratrici, capaci di compiere viaggi di migliaia di chilometri tra l’Europa e l’Africa sub-sahariana. Ma ciò che colpisce ancor di più è la loro straordinaria abitudinarietà: queste eleganti viaggiatrici tornano quasi sempre nello stesso luogo dove sono nate o dove hanno nidificato gli anni precedenti.
È un comportamento definito "filopatria", ed è fortemente radicato nella biologia di molte specie di uccelli. Le cicogne, in particolare, mostrano un attaccamento quasi emotivo ai loro territori: tornano negli stessi luoghi per riprodursi, allevare i piccoli e tramandare la memoria di un habitat favorevole anche alle generazioni successive.
Nel cuore di Gavasseto, tra i campi coltivati e le strade di campagna, decine di nidi svettano sui pali dell’alta tensione, sui tralicci e su strutture predisposte ad accoglierle. Quella che all’inizio era la scommessa di pochi esemplari è diventata nel tempo una vera colonia, con decine di individui che tornano anno dopo anno.
La presenza dell’uomo, spesso motivo di disturbo per molte specie, qui ha preso una piega diversa: i cittadini osservano, proteggono, vigilano. Le cicogne sono diventate un simbolo di identità locale, fonte di orgoglio e di ispirazione per chi ama la natura. Alcune famiglie seguono gli stessi individui da anni, riconoscendoli dal comportamento, dal modo di costruire il nido o dalla tempistica con cui arrivano.
Perché proprio qui?
Ci sono alcune ragioni per cui Gavasseto è diventato un habitat ideale:
tutto iniziò da un privato, ma l'habitat della campagna ha fatto il resto. La presenza di campi coltivati e zone umide vicine, perfette per la ricerca di cibo (rane, insetti, piccoli roditori) gioca un ruolo chiave, così come la tranquillità delle aree rurali e il basso disturbo antropico diretto. La presenza di strutture elevate (pali e tralicci), offrono appigli perfetti per costruire i nidi, talvolta anche riutilizzati o ampliati negli anni successivi e, soprattutto, la tutela da parte della comunità, che ha imparato a convivere e ad apprezzare questa presenza “altra”, selvatica, ma ormai parte integrante del paesaggio.
Un patrimonio da custodire
Il caso di Gavasseto dimostra come la coabitazione tra uomo e natura sia possibile. Le cicogne non sono solo un elemento pittoresco o un'attrazione naturalistica: sono indicatori ambientali, sentinelle di ecosistemi in equilibrio.
Vederle tornare ogni anno significa che il territorio è ancora sano, che il ciclo naturale della vita continua, e che la memoria del paesaggio, conservata nel cuore migratore delle cicogne, ha trovato una casa degna di questo nome.
La colonia di Gavasseto non è solo un successo biologico, ma anche culturale e sociale. In un mondo che spesso dimentica l'importanza della biodiversità e dei cicli naturali, le cicogne ci ricordano che il ritorno è possibile, che la natura sa premiare chi la rispetta.
E allora, ogni primavera, alziamo gli occhi al cielo. Tra una planata e un nido ristrutturato, c’è una storia di fedeltà e speranza che si rinnova. Proprio qui, nella nostra pianura.