Foto del 20 giugno 2024
Ormai lo abbiamo visto e rivisto centinaia di volte, ma questo scatto di Gabriele Benassati cos'ha da invidiare ad un'immagine di fiordi norvegesi?
Non sarà lo Jotunheimen e per raggiungere questo luogo non dovremo percorrere la Trollstigen, ma il Gigante con questo cielo, questo verde e questi riflessi è a dir poco pura poesia.
Tolkien potrebbe ambientarci tranquillamente uno dei suoi capolavori, ma il Crinale del Cusna è tutto nostro. Capolavoro dell'orogenesi alpina avvenuta nel tardo Mesozoioco è oggi un baluardo che si erge a nostra difesa con la sua stazza di 2 km di altezza.
Più e più volte vi abbiamo parlato della sua efficacia nel contenere e deviare le perturbazioni più insidiose e vedremo se questo fine settimana riuscirà ancora una volta nel suo compito.
Siamo abituati a vedere il Cusna come un luogo da visitare e di grande interesse naturalistico/paesaggistico, ma in pochi si fermano ad ammirarlo anche per quello che ci regala indirettamente, interagendo con le correnti d'aria che lo attraversano. Con la sua forma peculiare spesso porta alla formazione di venti impetuosi di caduta, nuvole orografiche di pregevole fattezza e tanti altri risvolti che non basterebbe questo post per elencarli.
Non solo un blocco di pietra abitato da Marmotte e Aquile, ma un elemento imprescindibile che estende i suoi effetti fino al fiume Po. Che sia con i corsi d'acqua che raggiungono il Grande Fiume, che sia deviando piogge e temporali.