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Foto del 20 maggio 2025

Con questi suggestivi scatti di Matteo Barbieri andiamo alla scoperta di uno degli angoli modenesi che preferiamo, i bellissimi Sassi di Roccamalatina.

Siamo nel cuore delle colline modenesi che separano Guiglia da Zocca, tra le valli del Panaro e del Samoggia, tra le province di Modena e Bologna, un angolo di boschi e argille dalle quali svettano imperiosi questi blocci di roccia che scolpiscono il paesaggio. Queste torri di roccia arenacea che svettano verticali tra morbide colline d’argilla creano un contrasto spettacolare, quasi surreale, che racconta una lunga storia geologica… e anche qualche curiosità.

I Sassi di Roccamalatina si sono formati milioni di anni fa, agli inizi del Miocene (circa 20-15 milioni di anni fa), o poco prima sul finire dell'Oligocene, in un ambiente che un tempo era un fondale marino profondo. In quell’epoca, enormi masse di sabbia e limo si depositarono in strati alterni, trasportate da frane sottomarine (i cosiddetti torbiditi). Questi sedimenti, compressi e cementati nel tempo, formarono una roccia compatta e resistente: l’arenaria.

L'Appennino si sollevò a partire da 5 milioni di anni fa, piegando e fratturando questi strati. L’erosione successiva fece il resto: le piogge e i venti asportarono lentamente le rocce più friabili circostanti, lasciando intatti solo i blocchi più duri. Così sono nati i “Sassi”, che oggi emergono verticali come aghi di pietra tra i terreni argillosi più morbidi.

Qui il fenomeno è così evidente perché la zona è composta da argille scagliose instabili (le famose argille “caotiche” dell’Appennino settentrionale), che si erodono facilmente, mentre i Sassi resistono. Il risultato? Un paesaggio “a teatro”, con le guglie di roccia che svettano come sentinelle sopra una valle che pare liquida e mobile, come un’onda pietrificata.

I sassi sono stati luogo di culto e rifugio fin dall’antichità. Nelle grotte alla base si trovano tracce di eremi medievali e di antiche frequentazioni umane. Un tempo i Sassi erano considerati inaccessibili. Solo nel Novecento furono attrezzati con sentieri escursionistici e, in parte, con vie di arrampicata. Secondo alcune leggende locali, i Sassi sarebbero antichi giganti pietrificati, o sentinelle lasciate dagli Dei per sorvegliare la valle.

I Sassi di Roccamalatina offrono itinerari ben segnati, percorribili a piedi, in MTB o a cavallo. Molto suggestivi al tramonto o in condizioni di nebbia, si prestano a fotografie paesaggistiche spettacolari. Nelle giornate limpide si può godere di un panorama che spazia dal monte Cimone fino al nostro Crinale del Cusna.



Foto del 20 maggio 2025

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