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Foto del 20 gennaio 2025

Gelidi scatti questa mattina con queste magie catturate da Rosanna Bandieri sulle sponde del Lago della Bargetana. Luogo incantevole e amato da tutti gli escursionisti dell'Appennino reggiano.

Delle sue origini glaciali ne abbiamo ampiamente parlato, ma oggi ci concentriamo su ciò che gli accade in inverno, quando le temperature crollano.

La superficie di un lago in montagna può ghiacciare quando le temperature scendono stabilmente sotto lo zero per un periodo prolungato, tipicamente durante l'inverno. Tuttavia, il processo di congelamento dipende da vari fattori:
- I laghi in alta montagna, dove le temperature sono più basse, congelano più facilmente rispetto a quelli a quote inferiori.
- I laghi più piccoli e meno profondi si raffreddano e ghiacciano più velocemente rispetto a quelli grandi e profondi, grazie alla minore quantità d'acqua da raffreddare.
- Se il lago è protetto dai venti, la superficie si congela più facilmente, poiché l'acqua non è rimescolata.
- Se il lago ha poche correnti o afflussi, l'acqua si raffredda più uniformemente.

Durante l'inverno, l'acqua sotto la superficie ghiacciata si stratifica. La densità massima dell'acqua si raggiunge a circa 4°C, e questa si trova sul fondo del lago, dove offre rifugio agli organismi acquatici. La copertura di ghiaccio riduce lo scambio di gas tra l'acqua e l'atmosfera. Se il ghiaccio è spesso e coperto di neve, può limitare la penetrazione della luce, riducendo la fotosintesi delle alghe e quindi la produzione di ossigeno.

Molte specie di pesci entrano in una sorta di "letargo metabolico", riducendo il consumo di ossigeno. Gli organismi che vivono sul fondo del lago spesso continuano a nutrirsi di detriti organici, mentre i processi di decomposizione continuano, accumulando nutrienti sul fondo, che saranno rilasciati in primavera con il disgelo.


Foto del 20 gennaio 2025

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