Geotritone di Strinati
Foto del 19/10/2026
La Foto del Giorno di oggi ci porta alla scoperta della fauna anfibia del nostro Appennino, con questo bellissimo Geotritone di Strinati (Speleomantes strinatii) immortalato da Paolo Manzi. Lo vediamo sulla roccia di una cavità, nel suo ambiente ideale: fresco, buio e umido.
Un anfibio senza polmoni
Il geotritone appartiene ai Pletodontidi, una famiglia di salamandre quasi sconosciuta in Europa. Come tutti i suoi parenti non ha polmoni: respira attraverso la pelle, che per questo deve restare sempre umida. È il motivo per cui vive soltanto dove l’aria è fresca e molto umida, come grotte, fessure nella roccia, sottobosco ricco di lettiera e muri a secco. È lungo al massimo 13 cm, con occhi grandi e sporgenti, zampe dalle dita tozze e parzialmente palmate, e una colorazione scura marmorizzata di grigio, a volte con riflessi azzurrini.
Abitudini
A differenza di tanti anfibi, il geotritone è completamente terrestre: non ha bisogno di stagni o ruscelli nemmeno per riprodursi. Le femmine depongono poche uova in luoghi riparati e umidi, e dai gusci escono già piccoli geotritoni in miniatura, senza fase di girino. È attivo soprattutto di notte, nelle serate umide e miti: quando fa troppo caldo o troppo freddo si ritira più in profondità, nelle cavità. Caccia insetti, ragni e altri piccoli invertebrati con un’arma sorprendente: la lingua, che scatta fuori come una fionda per catturare la preda in una frazione di secondo.
Dove vive
La specie è diffusa nell’Italia nord-occidentale (Piemonte, Lombardia, Liguria, Toscana ed Emilia-Romagna, in particolare Appennino parmense e piacentino) e nel sud-est della Francia, dal livello del mare fino a quote elevate. Il suo nome ricorda lo speleologo svizzero Pierre Strinati. Nel Reggiano è presente invece un parente stretto, il geotritone italiano (Speleomantes italicus), che vive nelle nostre grotte e nelle gessaie.
Una specie da proteggere
Il geotritone di Strinati è tutelato dalla Direttiva Habitat dell’Unione Europea, e nel 2021 la IUCN ne ha peggiorato lo stato di conservazione in “In pericolo”. Le minacce sono la perdita e il disturbo degli ambienti forestali e ipogei. Se doveste incontrarne uno in una grotta o in un bosco, osservatelo con rispetto, senza toccarlo: la sua pelle è delicatissima.