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Foto del 19 agosto 2024

In attesa di tempi migliori (e ci auguriamo tra non molto), con questo colorato scatto al tramonto di Giuseppe Coliva andiamo alla scoperta della Reggia di Rivalta. Il Palazzo Ducale di Rivalta faceva parte di un ampio complesso architettonico che includeva anche la villa di Rivaltella, situata a monte, oggi sede di un'industria alimentare, e la Gran Vasca (nota come Vasca di Corbelli), un bacino artificiale utilizzato per alimentare le fontane del parco. Al centro della Gran Vasca si trova l'isolotto "Fuggi l'Ozio", un tempo dedicato al relax e allo svago, con un elegante edificio tardo barocco che è giunto fino a noi in buone condizioni. Attualmente, lo specchio d'acqua è affittato per la pesca sportiva e aperto al pubblico per passeggiate e attività ricreative. Del grande parco e dei giardini, un tempo arricchiti da giochi d'acqua alimentati dal vicino torrente Crostolo, oggi rimangono solo il perimetro recintato, una vasca ovale in parte in rovina e una vasca lobata, anche essa ormai priva del contesto originario. Le numerose statue che decoravano i giardini subirono un destino infausto: molte furono distrutte, mentre altre furono spostate e ricollocate nel Parco del Popolo, il parco civico nel centro di Reggio Emilia. Alcune statue furono posizionate sul ponte del Crostolo, nella località di San Pellegrino, e una di esse è visibile nella centrale piazza Prampolini. Nei pressi della villa ducale si erge un imponente cedro del Libano, alto 27 metri. Si è ipotizzato che possa essere uno degli alberi originali del parco estense, ma la sua posizione, accanto all'angolo nord-est della villa, non consente di confermarlo con certezza. Nel 1641, il Palazzo fu acquistato dal principe Borso d'Este, che tra il 1641 e il 1644 ne curò la ristrutturazione e l'ampliamento. Tra il 1647 e il 1657, il Palazzo servì come residenza per Borso d'Este e sua moglie Ippolita d'Este. Nel 1675, la proprietà venne assegnata al marchese di Montecchio, Foresto d'Este, che in seguito divenne marchese di Scandiano. Nel 1724, Foresto concesse il Palazzo al principe ereditario Francesco III d'Este, futuro duca di Modena e Reggio. Il Palazzo, con il suo vasto parco e i giardini, fu ispirato alla reggia di Versailles, su iniziativa di Carlotta Aglaia d'Orléans, principessa francese e consorte di Francesco III. Per la sua magnificenza, era considerato una delle "Delizie estensi", dimore di svago e rappresentanza della casata. All'epoca, Rivalta era considerata una piccola "villa" o frazione rurale situata a sud di Reggio Emilia. Nel 1788, il Palazzo Ducale venne collegato alla città tramite un viale alberato, ancora oggi identificabile nell'attuale tracciato di viale Umberto I. Questo viale, arricchito da fontane e obelischi decorativi, era fiancheggiato da filari di pioppi cipressini, oggi sostituiti da tigli. Nello stesso anno, fu costruito un ponte per agevolare il passaggio sul torrente Crostolo. Nel 1796, con l'avanzata dell'esercito francese in Italia, il Palazzo venne occupato dai distaccamenti dell'armata napoleonica, che lo utilizzarono come alloggio per ufficiali e truppe e come base del comando militare locale. Al termine dell'occupazione, la Villa Ducale, spogliata di alcune opere d'arte e segnata dai danni dell'occupazione, fu restituita a un comitato di cittadini locali. Attorno al 1807, alcune parti dell'edificio, inclusa la facciata principale rivolta verso i giardini, vennero demolite, e l'intero giardino ducale fu quasi completamente cancellato per far spazio a campi agricoli. Molti dei materiali edilizi furono asportati e riutilizzati in costruzioni private, mentre gli arredi e le strutture in legno vennero trasformati in legna da ardere distribuita alla popolazione. L'unica ala residua, molto più modesta rispetto ai prospetti anteriori e posteriori, era probabilmente destinata alla servitù. La cappella, invece, è sopravvissuta ed è stata inglobata in edifici agricoli successivi. Solo nel 2005, i resti della villa e del giardino sono stati acquisiti dal Comune di Reggio Emilia, che ha avviato un progetto di recupero e valorizzazione del sito. Il 6 aprile 2024, si sono conclusi gli interventi di restauro dell'ala sud, l'unica superstite della Reggia estense di Rivalta, risalente al XVIII secolo e situata a Reggio Emilia. Parallelamente, stanno per essere completati i lavori di riqualificazione del Giardino segreto, adiacente al Palazzo, riportando alla luce parte del patrimonio storico del complesso.
Foto del 19 agosto 2024