Foto del 19 giugno 2025
Oggi con Claudia Sani torniamo a camminare sull'alto Appennino e sconfiniamo alla sinistra del torrente Enza per andare alla scoperta di Prato Spilla.
A 1350 metri di altitudine, immersa nel verde di un paesaggio ancora selvaggio e incontaminato, si trova Prato Spilla, una stazione turistica e sciistica d’altura tra le più suggestive dell’Appennino emiliano. Situata nel comune di Monchio delle Corti, si colloca a ridosso del confine con la Toscana e la provincia di Reggio Emilia, nel cuore di un’area protetta tra le più ricche dal punto di vista ambientale: il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.
Questa zona è parte integrante dell’ex Parco dei Cento Laghi – oggi inglobato nel Parco Nazionale – un territorio che racconta, attraverso le sue forme, la lunga storia geologica delle glaciazioni quaternarie. Nelle valli scolpite dal ghiaccio si trovano specchi d’acqua limpidi e silenziosi come il Lago Ballano, il Lago Santo parmense, il Lago Martini, i Lagoni, il Lago Scuro e il Lago Bicchiere, circondati da torbiere, circhi glaciali e habitat unici.
L’intera area è percorsa dall’Alta Via dei Parchi, un itinerario escursionistico che tocca ambienti molto diversi tra loro, dai boschi e dai castagneti dei fondovalle del Cedra e del Parma fino alle vette più alte del crinale, come il Monte Sillara (1861 m), la cima più elevata della provincia di Parma. Da quassù, nelle giornate terse, lo sguardo può spaziare fino al Golfo della Spezia, alla Palmaria e talvolta persino all’arco alpino.
Ma Prato Spilla è anche una porta d’ingresso ideale a un paesaggio culturale antico, fatto di piccoli borghi in pietra, pievi medievali e storie di vita in montagna. Il comune di Monchio delle Corti, fulcro amministrativo e storico della zona, è affiancato da una costellazione di tredici antiche corti – tra cui Pianadetto, Valditacca, Trefiumi, Aneta e Casarola – che testimoniano la presenza secolare dell’uomo in questi luoghi aspri e affascinanti.
Il patrimonio naturale è di straordinario interesse: ampie faggete si alternano a boschi misti con castagni secolari, abeti rossi, abeti bianchi e persino esemplari di tasso, raro abitante dei boschi freschi e ombrosi. Qui vive una fauna ricca e protetta: lupi appenninici, caprioli, cinghiali, martore, gufi reali e, nei cieli più alti, l’elegante aquila reale.
Prato Spilla è quindi molto più di una località turistica: è un luogo dove natura, geologia, biodiversità, cultura e turismo sostenibile convivono in armonia. Ideale in tutte le stagioni, è perfetta per chi ama camminare, fotografare, ciaspolare o semplicemente immergersi nel silenzio rigenerante dell’Appennino.
A 1350 metri di altitudine, immersa nel verde di un paesaggio ancora selvaggio e incontaminato, si trova Prato Spilla, una stazione turistica e sciistica d’altura tra le più suggestive dell’Appennino emiliano. Situata nel comune di Monchio delle Corti, si colloca a ridosso del confine con la Toscana e la provincia di Reggio Emilia, nel cuore di un’area protetta tra le più ricche dal punto di vista ambientale: il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.
Questa zona è parte integrante dell’ex Parco dei Cento Laghi – oggi inglobato nel Parco Nazionale – un territorio che racconta, attraverso le sue forme, la lunga storia geologica delle glaciazioni quaternarie. Nelle valli scolpite dal ghiaccio si trovano specchi d’acqua limpidi e silenziosi come il Lago Ballano, il Lago Santo parmense, il Lago Martini, i Lagoni, il Lago Scuro e il Lago Bicchiere, circondati da torbiere, circhi glaciali e habitat unici.
L’intera area è percorsa dall’Alta Via dei Parchi, un itinerario escursionistico che tocca ambienti molto diversi tra loro, dai boschi e dai castagneti dei fondovalle del Cedra e del Parma fino alle vette più alte del crinale, come il Monte Sillara (1861 m), la cima più elevata della provincia di Parma. Da quassù, nelle giornate terse, lo sguardo può spaziare fino al Golfo della Spezia, alla Palmaria e talvolta persino all’arco alpino.
Ma Prato Spilla è anche una porta d’ingresso ideale a un paesaggio culturale antico, fatto di piccoli borghi in pietra, pievi medievali e storie di vita in montagna. Il comune di Monchio delle Corti, fulcro amministrativo e storico della zona, è affiancato da una costellazione di tredici antiche corti – tra cui Pianadetto, Valditacca, Trefiumi, Aneta e Casarola – che testimoniano la presenza secolare dell’uomo in questi luoghi aspri e affascinanti.
Il patrimonio naturale è di straordinario interesse: ampie faggete si alternano a boschi misti con castagni secolari, abeti rossi, abeti bianchi e persino esemplari di tasso, raro abitante dei boschi freschi e ombrosi. Qui vive una fauna ricca e protetta: lupi appenninici, caprioli, cinghiali, martore, gufi reali e, nei cieli più alti, l’elegante aquila reale.
Prato Spilla è quindi molto più di una località turistica: è un luogo dove natura, geologia, biodiversità, cultura e turismo sostenibile convivono in armonia. Ideale in tutte le stagioni, è perfetta per chi ama camminare, fotografare, ciaspolare o semplicemente immergersi nel silenzio rigenerante dell’Appennino.