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Tramonto del Sole.

Foto del 19/05/2026

Uno scatto mozzafiato, quasi ipnotico, quello realizzato da Andrea Vanoni. Mostrare il Sole gigante che si adagia dietro la linea scura degli alberi non è solo un trionfo estetico, ma una straordinaria finestra sulla fisica della nostra stella, resa possibile grazie a una tecnica speciale: l'imaging in H-Alpha (Idrogeno-Alfa).

Il Sole non è il solito disco dorato e liscio a cui siamo abituati. Appare invece come una sfera vibrante di energia, una texture "rugosa" e viva che si scontra con il profilo immobile e scuro dei fusti degli alberi al tramonto. Questa incredibile prospettiva è il risultato della fotografia astronomica in H-Alpha.

Cosa significa osservare il Sole in H-Alpha?

Normalmente la luce accecante del Sole copre i dettagli della sua atmosfera. Per vederli, gli astronomi e i fotografi usano filtri solari speciali che lasciano passare una sola e finissima lunghezza d'onda della luce: quella a 656,28 nanometri, situata nella banda rossa dello spettro visibile.

Questa luce viene emessa dagli atomi di idrogeno (il combustibile principale del Sole) quando i loro elettroni compiono un salto quantico specifico.

Isolando questa frequenza, la luce accecante della fotosfera viene schermata, permettendoci di osservare la cromosfera, ovvero lo strato atmosferico appena superiore.

Grazie alla tecnica usata da Andrea, sulla superficie solare balzano all'occhio dettagli altrimenti invisibili a occhio nudo:

  • I filamenti (le linee scure): Quelle enormi "crepe" scure che attraversano il disco sono in realtà gigantesche nubi di gas più freddo e denso, sospese sopra la superficie dai campi magnetici. Quando si trovano sul bordo del Sole, prendono il nome di protuberanze.

  • Le zone brillanti (plages): Le aree più chiare e calde indicano intense attività magnetiche, spesso collegate alle macchie solari.

Un’immagine che unisce la poesia di un tramonto terrestre alla complessa e affascinante meteorologia spaziale della nostra stella.

Tramonto del Sole. — Astronomia dell'Appennino Reggiano — 19 maggio 2026