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Foto del 19 maggio 2025

Sappiamo che l'erpetofauna ha una buona ascendente sul nostro pubblico e approfittiamo di questo meraviglioso scatto di Andrea Frassinetti per parlarvi della temuta e bellissima (a seconda dei gusti) Vipera di Redi.

La vipera di Redi (Vipera aspis francisciredi) è una sottospecie della vipera aspis, diffusa principalmente nell’Italia centro-settentrionale, comprese le colline e montagne dell’Emilia-Romagna. Deve il suo nome al naturalista e medico toscano Francesco Redi (1626-1697), considerato uno dei padri della biologia sperimentale.

E' facilmente riconoscibile per la testa triangolare e ben distinta dal corpo, spesso con una linea scura a zig-zag sul dorso. I suoi occhi hanno la pupilla verticale, tipica dei serpenti velenosi. Il colore varia dal grigio al marrone, con tonalità e disegni che offrono un eccellente mimetismo con l’ambiente boschivo o sassoso. In genere raggiunge i 50-70 cm, ma può superare anche i 75 cm in casi eccezionali.

Il veleno della vipera di Redi ha un’azione prevalentemente citotossica e neurotossica lieve, utile per immobilizzare le prede (piccoli roditori, lucertole, uccelli). Per l’uomo non è letale nella grande maggioranza dei casi, ma può causare dolore, gonfiore, febbre e reazioni locali importanti. Fortunatamente i morsi sono rari e la vipera non attacca se non si sente minacciata. Di solito cerca di allontanarsi e avverte con un sibilo o finge un attacco a vuoto.

Vive in zone collinari e montane fino ai 2000 m, spesso su pendii soleggiati, muretti a secco, margini di boschi e aree rocciose. Ha abitudini diurne ma in estate può diventare crepuscolare o mattutino per evitare il caldo. Ama "baskare", ovvero crogiolarsi al sole per aumentare la temperatura corporea, essendo un rettile ectotermico.

È protetta dalla legge in molte regioni italiane: ucciderla o catturarla è vietato!!!

La vipera di Redi svolge un ruolo importante nel controllo di roditori e piccoli vertebrati. Nonostante la cattiva fama, non è una minaccia reale per l’uomo se lasciata in pace. Indossare scarpe alte e fare rumore camminando nei sentieri erbosi è sufficiente a evitarne il contatto.

Foto del 19 maggio 2025