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Foto del 19 aprile 2025

Torniamo a parlare di erpetofauna locale che tanto ha stimolato l'interesse dei nostri utenti nei giorni scorsi. Ed eccoci, con un altro bellissimo scatto opera di Andrea Frassinetti, a parlarvi del Biacco.

Il Biacco (Hierophis viridiflavus), un serpente comunissimo in molte zone d’Italia, compresa la provincia di Reggio Emilia. Viene anche chiamato frustone per via dei suoi movimenti rapidi e della coda lunga e sottile che, quando frusta tra l’erba secco o i sassi, può dare l’impressione (falsa!) di voler attaccare.

Può diventare molto lungo di dimensioni: la media è di circa 120-150 cm, ma in alcuni casi può arrivare addirittura a 180-200 cm!
Se parliamo di colore, nella forma più diffusa, ha un corpo scuro (quasi nero) con macchie giallastre, ma ne esistono anche varietà più chiare (soprattutto nei giovani).

Ama il sole e si muove con agilità sia tra l’erba che sugli alberi, come nella fotografia ed è tra i serpenti più comuni in Italia, presente anche a quote collinari e montane, fino a 1.500 m.

È pericoloso?
No! Il biacco è totalmente innocuo per l’uomo.
Non è velenoso e, anche se può mordere se catturato o infastidito, il suo morso è superficiale, simile a un graffio e senza alcuna conseguenza sanitaria.
La paura che suscita è dovuta alla sua velocità, alla sua notevole lunghezza e a comportamenti difensivi come sollevarsi da terra e sibilare. Ma sono solo atteggiamenti per spaventare il presunto predatore (cioè… noi!).

Il biacco è un prezioso alleato dell’agricoltura e dell’equilibrio ecologico perché si nutre di roditori, lucertole, insetti, anfibi e anche altri piccoli serpenti, pertanto regola la popolazione di specie che potrebbero diventare infestanti (come topi o arvicole). In ambienti agricoli e collinari, aiuta a mantenere sotto controllo animali che danneggiano coltivazioni.

Nell’antichità, era considerato portatore di buona fortuna perché si pensava tenesse lontani i roditori e le vipere. È protetto dalla legge in molte regioni italiane: non va mai ucciso, né spostato senza autorizzazione.

Foto del 19 aprile 2025