Foto del 18 dicembre 2025
Con Mauro Menozzi vaghiamo nelle campagne tra le foschie e le nebbie di questa metà di dicembre.
Le campagne di Rivaltella, alle porte di Reggio Emilia, non sono semplici distese agricole, ma frammenti vivi di un’ambizione dinastica. Qui, la presenza della piccola Delizia Estense (e poco distante la "piccola Versailles") ha impresso sul territorio un segno indelebile, trasformando il paesaggio agrario in un’estensione monumentale della reggia.
Il legame tra la villa e le campagne limitrofe è sancito da una geometria precisa. Se un tempo il Palazzo ducale era il fulcro di un sistema di giardini e canali, oggi quel rigore sopravvive nei filari di querce che punteggiano le strade vicinali e i confini dei poderi. Questi giganti vegetali non sono nati per caso: la quercia, simbolo di forza e nobiltà, fungeva da cornice naturale alle proprietà degli Estensi, delimitando visivamente il dominio della corte sulla terra.
Camminando lungo i sentieri che circondano Rivaltella, lo sguardo viene guidato dalle imponenti chiome delle farnie (la quercia tipica della pianura), le Roverelle, ecc...
Questi filari svolgevano diverse funzioni:
-> Architettonicamente prolungavano le linee prospettiche della villa verso l’orizzonte.
-> Ai fini pratici offrivano ombra ai viandanti e legname pregiato.
-> Simbolicamente rappresentavano il presidio della nobiltà sul paesaggio rurale.
Oggi, queste querce secolari dialogano con i campi coltivati a foraggio per il Parmigiano Reggiano, creando un contrasto affascinante tra l’operosità agricola moderna e il silenzio solenne del passato ducale. La quercia isolata o in filare rimane la sentinella di una storia che, nonostante il declino della reggia, continua a respirare nelle radici profonde di questo lembo di terra reggiana.