Foto del 18 novembre 2024
Con la foto del giorno di oggi restiamo sulla Pedecollinare e ci spostiamo nel comune di Scandiano con questo scatto suggestivo di Paola Francia.
Siamo a Ventoso al cospetto del bellissimo castello della Torricella.
La storia del Castello di Torricella, affonda le radici in epoche remote, con le prime notizie di una struttura nella zona risalenti al XII secolo, come documentato nei registri di Reggio Emilia. Tuttavia, il castello medievale che oggi conosciamo fu costruito intorno agli anni Venti del Trecento dalla nobile famiglia Da Fogliano, che ne fece una delle proprie residenze fortificate.
Il castello entra nella storia ufficiale nel 1341, quando i Gonzaga, allora signori di Reggio Emilia, devastarono le proprietà dei Da Fogliano, inclusa Torricella, durante le loro lotte di potere. Qualche decennio dopo, nel 1354, il castello fu teatro di una disputa familiare: Giberto Da Fogliano lo occupò, sottraendolo al cugino Ugolino di Guido Savina Da Fogliano. Dopo la morte di Ugolino, la proprietà passò ai suoi figli, mantenendosi sotto il controllo della famiglia.
Nel 1423, una svolta significativa avvenne quando Niccolò III d’Este concesse Torricella, insieme ai castelli di Gesso di Malapresa, Scandiano e Arceto, a Feltrino Boiardo. Quest’ultimo intraprese una serie di interventi, tra cui la costruzione, documentata nel 1446, del palazzo del castello. Secondo la tradizione, proprio a Torricella il nipote di Feltrino, Matteo Maria Boiardo, compose gran parte del celebre poema Orlando Innamorato.
L’antico maniero era circondato da mura ormai in rovina e al suo interno ospitava tre abitazioni modeste. La torre principale, in pietra, contava tre ambienti sovrapposti: una scuderia al piano terra e due camere ai piani superiori. Con il passare dei secoli, il castello subì un lento declino, fino a quando nel 1863 il Comune di Scandiano ne vendette i resti alla Contessa Vittoria Rangone Testi, moglie dell’avvocato Prospero Cugini. La contessa incaricò l’architetto reggiano Pietro Marchelli di trasformare i ruderi in una residenza signorile, completando l’opera nel 1865 con l’aggiunta di un oratorio destinato a cappella funeraria.
Il Castello Oggi: Una Fusione di Storia e Architettura Neogotica
L’attuale complesso del castello di Torricella è un’elegante sintesi di storia medievale e gusto ottocentesco. Circondato da mura, si accede al castello attraverso un ingresso posto sul lato ovest, dove sopravvivono due aperture originali: una grande per i carri e una più piccola per i pedoni, entrambe in passato dotate di ponte levatoio. Accanto all’ingresso si trova il corpo di guardia, restaurato agli inizi del Novecento.
Il cuore del complesso è rappresentato dalla villa di forma quadrangolare, sviluppata su due livelli, con un sottotetto e un’altana centrale. La struttura, completata in stile neogotico, è caratterizzata da pareti in pietra, finestre ogivali e un cornicione ornato da finti beccatelli. Sul lato est si sviluppa un corpo più basso in mattoni a vista, con un portico a tre luci che richiama lo stile neogotico. Sul retro, una torretta circolare nasconde una scala di servizio.
Un dettaglio significativo è l’integrazione dell’antica torre medievale, unico elemento sopravvissuto delle costruzioni originarie, con il corpo della villa. L’interno presenta decorazioni sobrie e stemmi delle famiglie legate ai Cugini, gli attuali proprietari del castello.
Un Esempio di Recupero del Patrimonio Storico
Il restauro ottocentesco ha trasformato il castello da rovina medievale a villa signorile, mantenendo il fascino del passato e integrando elementi neogotici. Oggi il Castello di Torricella non è solo un simbolo di una lunga storia che attraversa guerre, famiglie nobiliari e trasformazioni architettoniche, ma anche un esempio di come il patrimonio storico possa essere valorizzato e preservato per le generazioni future.