Codirosso spazzacamino.
Foto del 18/10/2026
La Foto del Giorno di oggi ci regala un punto di vista davvero insolito: uno scatto di Alfonso Carnevale che coglie, visto dal basso e in controluce, un istante del volo di un Codirosso spazzacamino (Phoenicurus ochruros). Le ali spalancate e la coda a ventaglio trasformano un uccellino di pochi grammi in una sorta di scultura di luce.
Una lezione di volo, in una sola immagine
Questa foto è un piccolo manuale di anatomia. Le ali che vediamo sono formate da lunghe penne disposte a pettine, le remiganti: quelle più esterne, le primarie, spingono in avanti l’uccello, mentre le secondarie, più vicine al corpo, sostengono. Alle estremità le penne si separano come le dita di una mano: questa “frangia” riduce i vortici d’aria e aiuta a risparmiare energia.
Il ventaglio arancione sopra il corpo è la coda, composta da penne chiamate timoniere. Aperta così, la coda funziona da timone e da freno: serve a virare, a rallentare e a controllare l’atterraggio. Dall’immagine si vede inoltre come, grazie al controluce, le penne diventino quasi trasparenti e ne risultino evidenti tutte le nervature.
Perché “spazzacamino” e perché “codirosso”?
Il nome codirosso è presto spiegato: basta guardare la coda color ruggine. Lo stesso vale per il nome scientifico: Phoenicurus viene dal greco e significa “coda rossa”, mentre ochruros indica una coda color ocra. Il maschio adulto ha il petto e il volto di un grigio-nero fuligginoso, che ricorda il colore dei vestiti degli spazzacamini; da qui il soprannome. Le femmine e i giovani sono invece di un grigio-bruno più chiaro.
Un abitante dei nostri tetti
Misura 13-14 cm e pesa circa 15-18 grammi. Ama le rocce, ma ha imparato a vivere accanto all’uomo: nidifica in cavità di muri, sotto le tegole, fra le pietre. In estate frequenta i rilievi e l’alta montagna, mentre in autunno e in inverno molti individui scendono verso la pianura e le città. Per questo, proprio in questo periodo, può capitare di vederlo sui tetti, sui muretti e sui recinti anche nel Reggiano. Si riconosce per l’abitudine di far vibrare continuamente la coda. Si nutre di insetti, e d’inverno anche di piccole bacche.
Per i più curiosi
Provate a scattare una foto agli uccelli in volo da sotto: è un modo diverso per scoprire quanto è raffinata la loro struttura, anche nelle specie più comuni.