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Foto del 18 ottobre 2025

Torniamo a parlare di biodiversità reggiana e lo facciamo con questo simpatico scatto di Vincenzo Corona che ci mostra uno dei rettili più caratteristici.

L'esemplare nella fotografia è una Lucertola muraiola (Podarcis muralis). Questa specie è il rettile più comune e diffuso in Emilia-Romagna, presente in tutto il territorio regionale, dai centri urbani fino alle zone appenniniche. Il suo nome comune deriva dalla sua predilezione per i muri a secco, le rovine, le rocce, le massicciate ferroviarie e in generale tutti gli ambienti verticali che le permettono di arrampicarsi agilmente e di termoregolarsi al sole.

La Lucertola muraiola è un piccolo sauro slanciato, con un corpo leggermente appiattito che le facilita l'accesso a fessure e anfratti, e dita lunghe e sottili ideali per l'arrampicata. La lunghezza totale di un adulto, inclusa la coda, si aggira di norma tra i 15 e i 20 centimetri, con la coda che può essere lunga fino al doppio del corpo.

La sua colorazione è estremamente variabile, tanto da essere considerata una specie "politipica" con diverse sottospecie e forme locali. Il dorso può spaziare dal grigio al marrone, dal nocciola al bruno, talvolta con sfumature verdastre o bluastre. Il disegno può includere bande scure sui fianchi (più evidenti nelle femmine e nei giovani) o una complessa reticolatura di macchie nere, tipica dei maschi. Gli esemplari presenti in Emilia-Romagna (tradizionalmente attribuiti in parte alla sottospecie P. m. maculiventris) mostrano spesso una colorazione dorsale bruna con bande scure o a volte verde con reticolatura nera. Una caratteristica distintiva rispetto alla Lucertola campestre (Podarcis siculus) è il ventre: nella Muraiola è più spesso macchiato di nero, e può assumere tonalità biancastre, giallastre, rosa o rosso-mattone. I maschi adulti, nel periodo riproduttivo, possono sfoggiare delle macchie azzurre sui fianchi, soprattutto all'altezza delle zampe anteriori.

È una specie straordinariamente adattabile (euriecia), in grado di popolare una vasta gamma di habitat purché ci sia una buona esposizione solare e la presenza di rifugi (muri, pietre, legna accatastata, radici). La sua dieta è prevalentemente insettivora, cibandosi di una grande varietà di piccoli invertebrati terrestri come insetti, ragni e anellidi, ma non disdegna occasionalmente bacche o piccoli frutti zuccherini.

La Lucertola muraiola è famosa per la sua strategia di difesa chiamata autotomia. Se afferrata da un predatore per la coda, è capace di staccarla volontariamente. La coda recisa continua a dimenarsi vigorosamente per alcuni minuti, distraendo l'aggressore e permettendo alla lucertola di fuggire illesa. La coda ricrescerà in seguito, ma sarà priva di vertebre ossee e avrà un aspetto più tozzo e uniforme.

Essendo un rettile, la Lucertola muraiola è un animale a sangue freddo (ectotermo) e deve termoregolarsi esponendosi al sole. Sebbene vada in una sorta di letargo o "latenza invernale" durante i mesi più freddi (di solito da ottobre/novembre a febbraio) in anfratti o buche, nei giorni di sole anche in pieno inverno può uscire brevemente per scaldarsi e fare il pieno di energia.

I maschi di Lucertola muraiola sono molto territoriali, specialmente durante la stagione riproduttiva. Non è raro osservarli mentre si azzuffano in brevi e veloci scontri per il predominio su un'area, spesso mostrando la loro livrea più brillante per intimidire i rivali.

La Lucertola muraiola coesiste con l'altra specie comune, la Lucertola campestre (Podarcis siculus). Dove le due specie si incontrano, la Muraiola tende a diventare più rupicola, cioè a frequentare maggiormente gli ambienti rocciosi e verticali (muri, massi), lasciando gli ambienti più aperti e pianeggianti (praticoli) alla Campestre, che è generalmente considerata più competitiva nella ricerca del cibo in quegli habitat.

La sua presenza nelle città e la sua tolleranza agli ambienti antropizzati la rendono un ospite fisso e gradito dei giardini e dei muretti, essenziale nel controllo degli insetti.

Foto del 18 ottobre 2025