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La lepre.

Foto del 18/07/2026

Il nitido e splendido scatto di Maurizio Berni ci porta nel cuore delle nostre campagne per incontrare uno degli animali più iconici e guardinghi della fauna locale: la Lepre comune (Lepus europaeus). Immortalata in un momento di totale attenzione, con le iconiche e lunghe orecchie tese a intercettare ogni minimo fruscio, questo lagomorfo incarna alla perfezione l'eleganza discreta della fauna che popola la nostra pianura e la collina.

Alle volte confusa con il coniglio selvatico, la lepre vanta dimensioni decisamente maggiori, una corporatura più slanciata e zampe posteriori incredibilmente sviluppate. Queste ultime sono la sua principale arma di difesa: la lepre non si rifugia mai in tane sotterranee, ma preferisce riposare in piccoli avvallamenti del terreno nudo (chiamati "covi"). Quando si sente minacciata, scatta all'ultimo secondo raggiungendo la velocità impressionante di 60 km/h e seminando i predatori grazie a repentini e famosi cambi di direzione a "zig-zag".

🧠 Curiosità: "pazzi come lepri a marzo"

La lepre è un animale prevalentemente crepuscolare e notturno, ma durante la primavera cambia radicalmente abitudini. Nei mesi di marzo e aprile non è raro osservarle in pieno giorno nei campi mentre si cimentano in spettacolari "inseguimenti" e veri e propri incontri di pugilato sulle zampe posteriori. Questo comportamento, che ha dato origine al modo di dire inglese "mad as a March hare" (pazzo come una lepre a marzo), fa parte dei complessi rituali di corteggiamento con cui le femmine testano la forza dei pretendenti.

Un immenso grazie a Maurizio Berni per essere riuscito a cogliere con tanta pazienza e precisione la fiera, fulminea e selvatica bellezza di questa splendida creatura dei nostri territori!

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La lepre. — Fauna dell'Appennino Reggiano — 18 luglio 2026