Foto del 18 luglio 2025
Torniamo a far visita alla vetta regina del nostro Appennino con questi favolosi scatti di Gianna Casella per riflettere un po' su ciò che le vette possono rappresentare per chi le frequenta.
Le vette montane non sono solo mete fisiche, ma anche luoghi simbolici e spirituali, e per questo spesso le troviamo "segnate" da oggetti e simboli ricorrenti.
Le croci sono tra i simboli più comuni sulle montagne europee, specialmente nelle Alpi e nell'Appennino. Sono spesso in ferro o legno, piantate sulla cima come segno di fede, protezione e conquista spirituale. Collocare una croce sulla vetta è un gesto che unisce il sacro al paesaggio: avvicinarsi al cielo diventa anche un gesto religioso o meditativo.
Altri oggetti che possiamo trovare sono gli "Ometti di pietra" chiamati anche "cairn" (dal gaelico) o ometti, sono piccoli mucchi di sassi impilati uno sull’altro. Hanno un’origine antichissima e possono avere diversi significati:
> Segnaletici, per indicare il sentiero nei tratti più esposti o difficili da individuare.
> Rituali, lasciati come gesto simbolico del proprio passaggio e speranza di ritorno.
> Personali, per ricordare qualcuno o qualcosa, o semplicemente come contributo al segno collettivo della salita.
Ma sicuramente la nota di colore più caratteristica arriva dalle "Bandierine tibetane"
Sebbene tipiche della cultura buddista dell’Himalaya, le bandierine di preghiera si trovano oggi anche su molte vette europee, tra cui il nostro Cusna. I cinque colori rappresentano i cinque elementi e sono portatori di benedizioni, compassione, pace e protezione. Lasciano che il vento sparga i mantra stampati su di esse. Chi le colloca, spesso lo fa in un gesto laico ma spirituale, come invocazione alla protezione o in memoria di qualcuno. Pertanto queste bandierine vanno lasciate finché il vento non ha adempiuto al suo dovere consumando il tessuto.
Poi ci sono globi, sculture, panchine e monumenti di ogni sorta, che rappresentano oggetti più recenti ma sempre più diffusi:
Sono simboli moderni della totalità e dell’universale, oppure strumenti simbolici per “inquadrature” panoramiche o fotografiche.
Le panchine, a volte artistiche, invitano a fermarsi, contemplare, riflettere. Stele, statue, altari, installati in memoria di caduti, escursionisti o eventi speciali. Targhe commemorative, che raccontano chi è salito, o cosa si osserva.
Tutti questi simboli nascono dal bisogno umano di lasciare un segno, non tanto per vanità, quanto come rituale di passaggio, di connessione o di rispetto. Le montagne hanno da sempre ispirato timore, meraviglia e introspezione, e quegli oggetti sono il linguaggio con cui gli esseri umani dialogano con l’altezza e il silenzio.
È fondamentale, però, che ogni gesto simbolico in montagna sia fatto con rispetto per l’ambiente e senza lasciare rifiuti. La montagna è un luogo sacro anche per la natura: lasciare il proprio segno dovrebbe sempre essere un atto discreto, reversibile e rispettoso.