Foto del 18 febbraio 2025
Il termine "neve ventata" è di uso comune nei bollettini nivometeorologici e nel linguaggio degli escursionisti e alpinisti, anche se il termine tecnico più corretto sarebbe "neve ventata eolica" o "neve riportata dal vento".
Cosa significa "neve ventata"?
Si tratta di neve che è stata trasportata e ridistribuita dal vento, accumulandosi in certe zone e lasciandone altre spazzate e prive di copertura nevosa. Questo fenomeno si verifica soprattutto in alta quota e lungo le creste, dove il vento solleva e sposta la neve fresca, creando accumuli irregolari e spesso instabili.
Quali rischi comporta?
Per un escursionista o uno sciatore alpinista, la neve ventata può essere molto pericolosa perché:
- Può nascondere ostacoli: il vento può coprire crepacci, rocce o tratti ghiacciati, rendendoli difficili da individuare.
- Cambia la consistenza del manto nevoso: la neve ventata può creare aree di neve dura e compatta (difficili da percorrere senza ramponi) e zone con neve soffice accumulata (che possono cedere sotto il peso).
Come riconoscerla e gestire il rischio?
- Osservare il terreno: le creste spazzate dal vento e i pendii con accumuli di neve a "onde" sono indizi di trasporto eolico.
- Controllare la stabilità: bastone o pala possono aiutare a sondare il manto nevoso per capire se ci sono lastroni pericolosi.
- Evitare pendii ripidi con accumuli sospetti: specialmente quelli esposti a venti dominanti o a sottovento rispetto a una cresta.
Quindi, se trovate la scritta "neve ventata" in un bollettino, fai attenzione: potreste trovarvi di fronte a un manto nevoso instabile e soggetto a distacchi!