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Foto del 17 agosto 2024

Con questo scatto al tramonto di Renata Bigliardi torniamo a scoprire i gioielli della cultura e della storia reggiana. Torniamo dentro l'esagono di Reggio Emilia e scopriamo qualcosa in più della chiesa di San Pietro. La chiesa venne edificata a partire dal 1586 su progetto dell'architetto bolognese Giulio della Torre, con successive modifiche apportate da Sebastiano Sorina. Nel 1629 fu costruita la maestosa cupola, ideata dal reggiano Paolo Messori, mentre la facciata venne completata nel 1782, segnando la conclusione di un lungo processo di costruzione. Questo luogo di culto sorge su un sito già utilizzato per scopi religiosi in epoca molto più antica: qui si trovava la chiesa di San Pietro, documentata già nel 1140. Nel 1513, questa venne ceduta ai monaci benedettini, dopo che il loro antico monastero di San Prospero, situato vicino alle mura cittadine, era stato demolito per scopi militari nel 1510 su ordine del duca Alfonso I d'Este, signore di Ferrara, Modena e Reggio. I monaci benedettini, dotati di ingenti risorse e di una mentalità aperta, iniziarono subito la costruzione di un nuovo monastero dedicato ai santi Pietro e Prospero, accanto alla chiesa. Furono consultati vari architetti, e alla fine venne scelto il progetto del reggiano Leonardo Pacchioni. La prima parte del nuovo complesso, il Chiostro piccolo, fu completata nel 1524. Questo chiostro, con il suo elegante colonnato, è un chiaro esempio dello stile rinascimentale. Intorno al 1580, i lavori ripresero con la costruzione del Chiostro grande, che mostra una chiara influenza del Palazzo Te di Mantova, opera di Giulio Romano. Fu in questo contesto che la vecchia chiesa di San Pietro, di epoca medievale, venne sostituita dalla nuova chiesa, più ampia e decorata, in sintonia con il nuovo complesso monastico benedettino. Questo complesso rimane un'importante testimonianza della cultura emiliana del Rinascimento e del Manierismo. La chiesa presenta una pianta ad aula, conforme ai principi architettonici della Controriforma. L'interno, molto spazioso, è illuminato principalmente dalle ampie finestre del presbiterio e della cupola. La ricca decorazione barocca, con stucchi e dorature, si integra perfettamente con l'architettura dell'edificio. Di particolare interesse sono le due cantorie ai lati del presbiterio, una delle quali ospita un pregevole organo realizzato da Domenico Traeri nel 1712. Le colonne tortili che le affiancano richiamano chiaramente l'Altare della Confessione nella Basilica di San Pietro a Roma. Le numerose cappelle laterali sono adornate con quadri di soggetto devozionale, che variano per interesse e valore artistico. Tra le opere più notevoli si segnalano i dipinti di Luca Ferrari, raffiguranti il Battesimo di Gesù e le Nozze di Cana. Inoltre, merita attenzione il ciclo di affreschi del Novecento, in stile tardo Liberty, realizzati dal reggiano Anselmo Govi, che ornano la cupola e il catino absidale.
Foto del 17 agosto 2024