Foto del 17 luglio 2025
Torniamo a parlare di biodiversità del nostro territorio e lo facciamo con questo tenero scatto di William Vivarelli che ha avuto la fortuna di "catturare" fotograficamente un bellissimo esemplare di Faina (Martes foina).
Con il suo musetto vivace, il pelo lucido e la curiosa macchia bianca sul petto, la faina (Martes foina) potrebbe sembrare un piccolo animale da fiaba. Eppure, questo mustelide notturno dall’aspetto simpatico è spesso malvisto dall’uomo, a causa delle sue abitudini predatorie e della sua tendenza a frequentare ambienti urbani.
Ma chi è la faina?
La faina è un carnivoro di media taglia appartenente alla famiglia dei mustelidi, come la martora, il tasso e la donnola. Diffusa in gran parte dell’Europa e dell’Asia centrale, si adatta facilmente a molti ambienti: boschi, campagne e perfino centri abitati. Di indole solitaria e notturna, è un’ottima arrampicatrice e spesso trova rifugio nei sottotetti, nei fienili o nei ruderi.
Ha un corpo allungato e flessuoso, orecchie tonde, occhi scuri e vispi, e una caratteristica pettorina bianca che la distingue dalla martora, che invece ha una macchia giallastra.
La dieta della faina è onnivora, ma con una forte preferenza per le proteine animali. Si nutre di roditori, uccelli, uova, rettili, insetti e, quando ne ha l’occasione, fa strage nei pollai, attirandosi l’odio di molti contadini. Curiosa e opportunista, può introdursi nei veicoli o nelle case, rosicchiando cavi elettrici o materiali isolanti: un comportamento che, sebbene raro, ha portato a ingenti danni, persino su auto elettriche.
Nonostante la sua fama negativa, la faina svolge un ruolo ecologico importante, tenendo sotto controllo la popolazione di roditori e altri piccoli animali.
Può vivere fino a 10-12 anni in natura, ma la mortalità giovanile è elevata.
È estremamente silenziosa e discreta: spesso vive vicino a noi senza che ce ne accorgiamo.
In alcune zone, la faina è chiamata "gatta di quercia" per il suo aspetto agile e felino.
Per secoli, la faina è stata braccata, intrappolata o uccisa, accusata di rubare polli o di essere portatrice di malattie. Ancora oggi, in molti la considerano un "parassita". Eppure, è una specie protetta in diverse regioni europee, e la sua presenza è indice di ecosistemi in equilibrio.
Il vero conflitto nasce quando l’uomo invade i suoi territori naturali, costruendo senza lasciare vie di fuga per la fauna selvatica. In un mondo sempre più urbanizzato, imparare a convivere anche con i "furbetti del bosco" è una sfida necessaria.
Concludendo possiamo dire senza ombra di dubbio che la faina non è un animale cattivo. È un predatore adattabile e intelligente, che cerca solo di sopravvivere in un mondo che cambia. Conoscere e rispettare la sua natura può aiutarci a vederla con occhi diversi: non un nemico da scacciare, ma un abitante discreto e affascinante del nostro paesaggio.