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Salamandra Pezzata di Maurizio Berni

Foto del 17/04/2026

Uno scatto davvero magnetico quello di Maurizio Berni, che ci porta nel cuore fresco e umido dell'Appennino. Protagonista assoluta è la Salamandra pezzata (Salamandra salamandra), un anfibio che sembra uscito da un libro di fiabe ma che è un indicatore preziosissimo della salute dei nostri boschi.

Con la sua livrea nera lucida "schizzata" di giallo intenso, la salamandra è inconfondibile. Questi colori non servono a nascondersi, ma al contrario sono un segnale di avvertimento (colorazione aposematica): "Attenzione, sono tossica!". La sua pelle è infatti ricoperta di ghiandole che secernono la salamandrina, una sostanza irritante che scoraggia i predatori.

A differenza di rane e rospi, la salamandra pezzata è ovovivipara: non depone le uova in acqua, ma partorisce larve già formate nei piccoli ruscelli limpidi o nelle pozze sorgive. È un animale prettamente terrestre e notturno, che ama uscire allo scoperto durante o dopo le piogge, motivo per cui è spesso chiamata "animale della pioggia".

Per secoli, la salamandra è stata circondata da un’aura di mistero. La leggenda più famosa, citata persino da Aristotele e Plinio il Vecchio, voleva che fosse immune al fuoco o capace di estinguerlo con il solo contatto del suo corpo freddo. Questa credenza nasceva probabilmente dalle salamandre che, rifugiatesi nei ceppi di legna umida, scappavano fuori all'improvviso quando i tronchi venivano gettati nei camini, dando l'illusione di nascere dalle fiamme.

Oggi la salamandra pezzata è minacciata dalla distruzione degli habitat e dall'inquinamento delle acque. Trovarla in un bosco, come è successo a Maurizio Berni, è il segno che l'ecosistema è ancora integro: la sua presenza è una garanzia di purezza ambientale.

Salamandra Pezzata di Maurizio Berni — Fauna dell'Appennino Reggiano — 17 aprile 2026