Foto del 16 novembre 2025
Con Mirco Trivellato torniamo nel cuore dell'Appennino Modenese, non lontano dal magico centro di Pievepelago, dove si trova un luogo in cui la storia e la natura si fondono in un abbraccio suggestivo: il Ponte della Fola e il suo infaticabile vicino, il torrente Scoltenna.
Il torrente Scoltenna nasce sulle pendici del Monte Rondinaio e del Monte Giovo. È uno dei principali affluenti del fiume Panaro, del quale è il ramo sorgentizio più importante per portata e lunghezza. Il suo corso è un susseguirsi di rapide, pozze cristalline e anse scavate nella roccia arenaria, tipica della zona. Le sue acque, fresche e limpide, sono l'habitat ideale per la fauna ittica autoctona, in particolare la trota fario.
Lo Scoltenna è un elemento vitale del paesaggio, non solo dal punto di vista ecologico, ma anche storico ed economico. Nei secoli passati, la forza delle sue acque ha alimentato mulini, segherie e piccole centrali idroelettriche, plasmando la vita e le attività della comunità di Pievepelago.
Il Ponte della Fola (che in dialetto locale significa "Ponte delle Favole" o "dei Folletti") è un capolavoro di ingegneria rurale che testimonia l'importanza storica delle vie di comunicazione appenniniche. Questo ponte in pietra, di probabile origine medievale o tardo-medievale, è caratterizzato da una struttura a schiena d'asino, con un'unica e slanciata arcata che si innalza elegantemente sopra il letto del torrente.
La sua posizione strategica era cruciale. Faceva parte dell'antica Via Vandelli, una delle più celebrate e ardite strade ducali del Settecento, voluta da Francesco III d'Este per collegare Modena con Massa, superando la dorsale appenninica. La Vandelli, e il ponte con essa, non erano solo vie commerciali, ma anche rotte culturali e politiche che aprirono la montagna al resto del Ducato.
Oggi, il Ponte della Fola è un monumento alla tenacia e all'abilità costruttiva delle genti di montagna. Superato dal traffico moderno grazie a un ponte adiacente più recente, è stato preservato e funge da suggestivo punto di osservazione. Attraversarlo significa calpestare la storia e ammirare la potenza ininterrotta dello Scoltenna che scorre impetuoso sotto di esso.
L'area circostante è perfetta per escursioni e momenti di tranquillità, invitando a riflettere sul legame indissolubile tra l'opera dell'uomo e la natura selvaggia dell'Appennino.
Il torrente Scoltenna nasce sulle pendici del Monte Rondinaio e del Monte Giovo. È uno dei principali affluenti del fiume Panaro, del quale è il ramo sorgentizio più importante per portata e lunghezza. Il suo corso è un susseguirsi di rapide, pozze cristalline e anse scavate nella roccia arenaria, tipica della zona. Le sue acque, fresche e limpide, sono l'habitat ideale per la fauna ittica autoctona, in particolare la trota fario.
Lo Scoltenna è un elemento vitale del paesaggio, non solo dal punto di vista ecologico, ma anche storico ed economico. Nei secoli passati, la forza delle sue acque ha alimentato mulini, segherie e piccole centrali idroelettriche, plasmando la vita e le attività della comunità di Pievepelago.
Il Ponte della Fola (che in dialetto locale significa "Ponte delle Favole" o "dei Folletti") è un capolavoro di ingegneria rurale che testimonia l'importanza storica delle vie di comunicazione appenniniche. Questo ponte in pietra, di probabile origine medievale o tardo-medievale, è caratterizzato da una struttura a schiena d'asino, con un'unica e slanciata arcata che si innalza elegantemente sopra il letto del torrente.
La sua posizione strategica era cruciale. Faceva parte dell'antica Via Vandelli, una delle più celebrate e ardite strade ducali del Settecento, voluta da Francesco III d'Este per collegare Modena con Massa, superando la dorsale appenninica. La Vandelli, e il ponte con essa, non erano solo vie commerciali, ma anche rotte culturali e politiche che aprirono la montagna al resto del Ducato.
Oggi, il Ponte della Fola è un monumento alla tenacia e all'abilità costruttiva delle genti di montagna. Superato dal traffico moderno grazie a un ponte adiacente più recente, è stato preservato e funge da suggestivo punto di osservazione. Attraversarlo significa calpestare la storia e ammirare la potenza ininterrotta dello Scoltenna che scorre impetuoso sotto di esso.
L'area circostante è perfetta per escursioni e momenti di tranquillità, invitando a riflettere sul legame indissolubile tra l'opera dell'uomo e la natura selvaggia dell'Appennino.