Foto del 16 luglio 2023
La foto del giorno ci arriva fresca fresca dalla liberazione di fauna selvatica avvenuta nella giornata di sabato 15 a Regnano nel Comune di Viano. Fauna selvatica curata dal CRAS Rifugio Matildico di San Polo, una realtà importante del nostro territorio che ogni giorno si adopera nel recupero e cura di animali feriti tra le province di Reggio Emilia e Parma.
L'esemplare in quesitone è uno splendido Gufo comune (Asio otus), dallo sguardo profondo del suo tipico colore giallo/arancione, uno sguardo fisso che però non cambia mai di direzione. Per tale ragione è in grado di girare la sua testa di circa 270° per potersi guardare intorno.
Altro segno di riconoscimento sono i due "ciuffi" di penne presenti sulla testa ad imitazione di due orecchie, che però non sono funzionali a tale scopo.
Il gufo comune si nutre principalmente di piccoli mammiferi, come topi, ratti, arvicole e talvolta anche di coniglietti. È un predatore agile e opportunista che caccia principalmente di notte. Utilizza la sua vista e il suo udito sviluppati per individuare le prede in movimento, poi le afferra con le sue artigli affilati. Oltre ai mammiferi, il gufo comune può cacciare anche uccelli più piccoli, rettili, anfibi, insetti e persino pesci, se si trova vicino a una fonte d'acqua adatta.
Dopo aver catturato la preda, il gufo comune la consuma intera, inghiottendo piccoli animali senza masticarli. Non è in grado di digerire completamente i peli, le ossa e altre parti indigeribili della preda, quindi li rigurgita in forma di "palle di peli" o borre, che espelle dalla bocca. Le borre di peli sono costituite principalmente da peli compattati e resti ossei e consentono al gufo di eliminare gli indigesti materiali ingoiati durante la digestione.
È interessante notare che il gufo comune è un predatore molto efficiente e svolge un ruolo importante nell'equilibrio degli ecosistemi, contribuendo a controllare le popolazioni di piccoli mammiferi e di altri animali di cui si nutre.
Il gufo comune è spesso associato al concetto di saggezza in molte culture e tradizioni. Questo è probabilmente dovuto alla sua natura tranquilla e alla sua abilità di osservazione. L'immagine del gufo è spesso utilizzata come simbolo dell'intelligenza e della conoscenza.
Ma al tempo stesso è considerato anche un "uccellaccio del malaugurio" per via del loro verso cupo, la natura schiva e le abitudini notturne. Per questo motivo i gufi vengono spesso rappresentati come creature oscure e maligne.
Sapete come si chiama in dialetto?