Foto del 16 maggio 2024
Sarà bello il Duomo, sarà meravigliosa la Ghiara, ma tra i due litiganti il terzo a godere è sicuramente San Prospero e la sua tranquilla piazza, il cuore nascosto di Reggio Emilia.
Oggi ci andiamo in compagnia di Paola Zanichelli che con il suo scatto ci catapulta in pieno centro storico.
La piazza intorno alla Chiesa di San Prospero è un punto di incontro e di vita sociale per i residenti e i visitatori di Reggio Emilia, ed è spesso il luogo di manifestazioni culturali, eventi cittadini ed il mercato locale. La bellezza architettonica della chiesa e della torre campanaria, insieme alla vivace atmosfera della piazza, rendono questo luogo una tappa imperdibile per chi visita la città.
Durante il lungo episcopato del Vescovo Teuzone (dal 980 circa al dicembre del 1029), fu eretta la Chiesa di San Prospero di Castello. Questa costruzione fu realizzata per distinguersi dalla preesistente chiesa del monastero di San Prospero, fondato nel 703 nel borgo esterno alle mura. La chiesa di San Prospero di Castello fu consacrata da papa Gregorio V nel 997.
Nel corso dei secoli successivi, la torre della chiesa fu demolita nel 1487 e successivamente ricostruita tra il 1536 e il 1570, su progetto di Cristoforo Ricci e Giulio Romano. Nel 1514, la basilica, che versava in uno stato di rovina, fu demolita. Il Comune incaricò Luca Corti e Matteo Fiorentino per il progetto di ricostruzione, ma nel 1523 le fondamenta della cappella maggiore cedettero poco prima del completamento. La chiesa fu infine terminata nel 1527, con le cappelle minori completate nel 1543, e fu riconsacrata. Tuttavia, la facciata rimase incompiuta fino a quando Giovan Battista Cattani la eresse tra il 1748 e il 1753.
La facciata che vediamo oggi è stata realizzata nella metà del Settecento da G.B. Cattani, è adornata da undici statue raffiguranti Santi. Sul bordo del sagrato si trovano sei leoni in marmo rosso di Verona,che dovevano sostenere sei colonne per formare tre pronai davanti alle porte della basilica. Queste sculture, risalenti al 1503 e tradizionalmente attribuite allo scultore reggiano Gaspare Bigi, rimasero incompiute.
I leoni furono spostati nella loro posizione attuale nel 1748. Secondo alcuni studiosi dell'arte, queste opere potrebbero essere stati riutilizzati nella prima ricostruzione del Cinquecento e, per la loro antichità stilistica, potrebbero addirittura risalire al periodo romanico precedente. Si ritiene che il suddetto scultore reggiano abbia realizzato solo le basi, di cui una presenta il profilo di Girolamo Pratonieri, nobile reggiano e finanziatore della ricostruzione. Nel corso delle generazioni, è diventato comune vedere bambini cavalcare questi leoni, una tradizione radicata tra gli abitanti di Reggio Emilia.
Sulla destra della facciata si erge il campanile ottagonale incompleto, progettato da Cristoforo Ricci e successivamente rivisto da Giulio Romano.