Foto del 16 febbraio 2026
Con questo magisco trittico aereo di Alberto Vezzani ci portiamo nel cuore della collina reggiana, tra i comuni di Carpineti e Casina, la terra si piega in un nodo idrografico di rara complessità. Non è solo un paesaggio di calanchi, castagneti, boschi e praterie, ma un vero e proprio spartiacque vivente, dove il destino di ogni goccia di pioggia si decide in pochi metri di distanza.
Un vero crocevia delle acque
Nei pressi della frazione di Bera, il crinale si fa sottile e agisce come un punto di contatto magnetico tra due bacini fondamentali:
-> Il Tassobbio: con le sue valli selvagge e i mulini storici, raccoglie le acque che scavano la roccia verso ovest.
-> Il Tresinaro: che nasce poco lontano per scendere verso la pianura scandianese, disegnando un solco profondo nel paesaggio collinare.
A brevissima distanza, a nord dell'abitato di Casina, il suolo si fa ancora più generoso dando vita alle sorgenti del Crostolo, il torrente "cittadino" di Reggio Emilia. È un fenomeno affascinante: camminando su questi sentieri, ci si trova sopra una sorta di "tetto del mondo" locale, dove le piogge meteoriche alimentano contemporaneamente direzioni opposte, dando linfa a valli che non si incontreranno mai se non molto più a valle, nel Po.
Questa zona non è solo un dato geografico, ma un'esperienza sensoriale. Quando le perturbazioni risalgono dalla costa o scavalcano il crinale appenninico, colpiscono queste alture con intensità, trasformando i calanchi in sculture di fango e argilla. È un crocevia di nuvole, dove l'umidità si condensa e si distribuisce tra i diversi letti dei torrenti, garantendo la biodiversità di un territorio che alterna boschi di querce a spettacolari affioramenti rocciosi.
In questo fazzoletto di terra, la storia geologica si intreccia con quella umana, tra antichi castelli matildici e borghi in pietra, tutti nati lungo le linee di scorrimento di queste acque vitali.