Foto del 15 ottobre 2024
Torniamo a parlare di geologia del nostro Appennino e lo facciamo con questo fantastico paesaggio di Filippo Musi che riprende il maestoso Faggio dei Prati di Sara che incornicia perfettamente il nostro monte Cusna.
Ma di quale tipologia di rocce è composto principalmente il nostro Gigante?
In prevalenza troviamo Arenarie di monte Modino, una formazione geologica sedimentaria tipica di questa porzione dell'Appennino Reggiano. Questa formazione è caratterizzata da strati di arenarie intervallati da marne e argilliti.
Le Arenarie di Monte Modino sono arenarie grossolane, spesso ben cementate, che formano massicci strati di roccia resistenti all'erosione, dando al Monte Cusna e alle montagne circostanti la loro conformazione robusta e ripida.
Queste rocce si formarono durante il passaggio da Oligocene/Miocene (Chattiano - Aquitaniano), come parte di un complesso ciclo sedimentario legato all'ambiente di un antico mare profondo che si estendeva nell'area appenninica. I sedimenti furono trasportati e depositati da correnti di torbidità, un fenomeno tipico dei fondali marini profondi dove avvenivano, ad esempio, frane sottomarine.
Le Arenarie di Monte Modino si formarono quando potenti correnti sottomarine trasportavano sedimenti sabbiosi e fangosi verso i fondali marini, che si consolidarono nel tempo in arenarie e marne. Questo processo è tipico dei margini di un bacino di accrezione, in cui i sedimenti si accumulano in seguito alla spinta tettonica.
Il Monte Cusna, come l'intero Appennino settentrionale, è il risultato dell'orogenesi appenninica, che si sviluppò a partire dal Cenozoico (circa 20-30 milioni di anni fa), quando le placche tettoniche africana ed euroasiatica iniziarono a convergere, sollevando i sedimenti marini e formando catene montuose.