Foto del 15 settembre 2025
Torniamo sulle nostre colline con Alessandro Bertucci per andare alla scoperta di Poiago.
Parliamo di un piccolo gioiello che custodisce ancora oggi le tracce della sua lunga storia. Il cuore del borgo è rappresentato dalla chiesa di San Giacomo, che la tradizione vuole erede di un antico oratorio dedicato allo stesso santo. L’edificio si presenta con una semplice facciata rivolta a levante, a capanna, impreziosita da lesene angolari e da un elegante frontespizio superiore. Accanto, il campanile a cella monofora svetta con discrezione, mentre nella vicina canonica si conserva un suggestivo loggiato seicentesco, memoria architettonica di un passato ricco di devozione e vita comunitaria.
Il borgo si articola attorno all’antico complesso dei Cavalletti, oggi in parte restaurato e trasformato in struttura di accoglienza per anziani, ma che conserva il fascino originario. Dietro la palazzina padronale si apre una piccola corte, cuore pulsante del nucleo storico, dominata da un edificio rustico con casa-torre. Quest’ultima, risalente al XVI secolo, è costruita su pianta quadrata, articolata su tre livelli e coronata da una colombaia: un elemento architettonico tipico delle campagne emiliane, che racconta l’intreccio tra esigenze difensive e funzioni agricole.
A completare il quadro si trova un oratorio settecentesco, un tempo dedicato alla Presentazione di Maria Vergine. Oggi ridotto a semplice rustico, continua tuttavia a trasmettere l’eco della spiritualità che permeava il borgo.
Passeggiare a Poiago significa immergersi in un’atmosfera sospesa, dove il tempo sembra rallentare. Ogni pietra, dalla chiesa al loggiato, dalla torre all’oratorio, racconta una pagina di vita rurale e religiosa che ha modellato il paesaggio e la comunità. Un borgo discreto ma autentico, che invita a riscoprire il valore della memoria e il legame profondo con la terra.