Foto del 15 maggio 2025
L’Abbazia di Marola, situata tra le colline del comune di Carpineti, è uno dei gioielli del romanico matildico, non solo per il suo valore artistico e architettonico, ma anche per la profonda rilevanza storica e spirituale. Fondata tra il 1076 e il 1092 per volere della contessa Matilde di Canossa, rappresenta un simbolo della riforma ecclesiastica e del potere matildico in epoca medievale.
Matilde di Canossa, figura cardine della lotta per le investiture, fondò l’abbazia come parte del suo vasto progetto di rafforzamento del potere religioso e territoriale. In quel periodo, le abbazie non erano solo luoghi di culto, ma anche centri di potere culturale, economico e politico. L’Abbazia di Marola venne affidata ai monaci benedettini e fin da subito acquisì un ruolo importante nella vita religiosa dell’Appennino emiliano.
Nel corso dei secoli, l’abbazia passò sotto varie giurisdizioni religiose, ma mantenne sempre un certo prestigio. Dopo periodi di declino e spoliazione, nel Novecento il complesso fu restaurato e oggi ospita il Centro Diocesano di Spiritualità e Cultura, un luogo di incontro e formazione della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla.
L’attuale chiesa abbaziale romanica è databile alla seconda metà del XII secolo e rappresenta un bellissimo esempio di architettura romanica dell’Appennino reggiano. Presenta una facciata semplice e solenne, realizzata in pietra locale, con un piccolo rosone e portale ad arco a tutto sesto. Al suo interno abbiamo tre navate divise da colonne in pietra con capitelli scolpiti (alcuni dei quali originali), con volte a crociera. L'abside semicircolare, tipica del romanico, con una decorazione sobria ma armoniosa. Interessante è anche il campanile a vela, che spicca sul complesso e richiama soluzioni costruttive essenziali ma funzionali.
Durante i restauri del Novecento sono emersi affreschi medievali e frammenti di pavimentazione originale, che testimoniano la lunga vita liturgica del complesso.
L’abbazia venne costruita in una posizione strategica, non lontano dal Castello di Carpineti, anch’esso fortemente legato a Matilde. Le due strutture costituivano un binomio potere religioso/potere militare sul territorio. Secondo la tradizione, Matilde frequentò spesso Marola, e alcuni documenti del tempo riportano donazioni dirette da parte della contessa per il sostegno dei monaci.