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Gufo di palude di Alessandro Roberi.

Foto del 15/04/2026

Questa splendida cattura di Alessandro Roberti ci mostra il Gufo di palude (Asio flammeus) in tutto il suo dinamismo.

A differenza della maggior parte dei suoi "cugini" notturni, il Gufo di palude è un rapace spesso crepuscolare o addirittura diurno. È uno dei pochi gufi che si può osservare cacciare in pieno giorno, specialmente durante l'inverno, quando le nostre pianure diventano un rifugio fondamentale per questa specie migratrice.

Come si nota chiaramente nella foto di Roberti, il Gufo di palude possiede tratti inconfondibili:

  • Occhi magnetici: Grandi iridi giallo limone circondate da un "trucco" nero molto marcato, che gli conferisce uno sguardo profondo e quasi severo.

  • Ali lunghe e sottili: La sua apertura alare è notevole rispetto al corpo, permettendogli un volo leggero e ondeggiante, simile a quello di una grande farfalla.

  • Ciuffi "invisibili": Sebbene appartenga al genere Asio (come il gufo comune), i suoi ciuffetti di penne sopra la testa sono brevissimi e raramente visibili, se non quando è in allerta.

Il suo nome non è casuale: predilige spazi aperti, aree palustri, marcite e praterie. È un abilissimo controllore dei roditori; vola a bassa quota scrutando l'erba e, grazie a un udito finissimo, riesce a localizzare le prede anche sotto il manto nevoso o la vegetazione fitta.

Nel reggiano, il Gufo di palude è un visitatore atteso nei mesi freddi. Molti esemplari arrivano dal Nord Europa per svernare nelle nostre campagne, trovando nelle zone meno urbanizzate della pianura l'habitat ideale per sopravvivere fino alla primavera. Vederlo solcare il cielo dorato di un tramonto invernale è un'emozione che la foto di Alessandro Roberti ha cristallizzato perfettamente.

Un dettaglio fondamentale che lo distingue dai rapaci diurni (come i falchi) è la testa. In volo, il Gufo di palude sembra quasi "senza collo": la testa appare grande, piatta e incassata nelle spalle. Le ali, come abbiamo visto nello scatto di Alessandro Roberti, sono molto lunghe e mostrano una macchia scura evidente all'altezza del "polso" (la piega dell'ala), visibile soprattutto dal basso.

Gufo di palude di Alessandro Roberi. — Fauna dell'Appennino Reggiano — 15 aprile 2026