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Foto del 15 febbraio 2026

Oggi con Claudio Ferrari usciamo dai nostri confini per andare alla scoperta di uno degli angoli a noi più cari, i favolosi Sassi di Roccamalatina.

Si tratta di uno dei simboli più spettacolari dell'Appennino modenese, situati nel comune di Guiglia. Queste imponenti guglie di arenaria si stagliano come giganti nel paesaggio collinare, offrendo un contrasto cromatico e morfologico unico rispetto ai rilievi circostanti.


Le formazioni principali sono tre, chiamate popolarmente "i Sassi":

-> Sasso della Croce: è la cima più alta e iconica (visibile a destra, sormontata appunto da una croce). È il punto panoramico per eccellenza.
-> Sasso di Sant'Andrea: situato al centro, ospita sulla sommità i resti di un antico oratorio.
-> Sasso dei Piccioni: la terza guglia, nota per essere un importante sito di nidificazione per rapaci come il falco pellegrino.

Tra le tre, l'unica vetta accessibile agli escursionisti è il Sasso della Croce. La salita avviene tramite il sentiero numero 4, che include un tratto finale attrezzato con scale metalliche e corrimano. Una volta in cima, la vista a 360° spazia dalla Valle del Panaro fino alle vette più alte dell'Appennino e, nelle giornate di Foehn, fino alla catena alpina.

L'origine di queste "torri" risale a circa 20-15 milioni di anni fa (Miocene). I Sassi sono composti da arenaria, una roccia sedimentaria formata dalla cementazione di sabbie deposte su un antico fondale marino.

La loro forma attuale è il risultato di una "erosione selettiva": mentre le argille circostanti, più tenere, sono state scavate e portate via dagli agenti atmosferici (acqua e vento), l'arenaria dei Sassi, molto più dura e resistente, è rimasta in rilievo. È lo stesso processo che ha creato i "vicini" Sassi di Varana o le celebri Dolomiti, seppur con materiali diversi.

Foto del 15 febbraio 2026